E "stana" le femministe
Donzelli smonta il “metodo Ranucci”: «Giornalisti di Report pagati più del Capo dello Stato»
«Non è mia competenza valutare gli stipendi dei collaboratori di Report, ma colpisce che alcuni giornalisti guadagnino più del Capo dello Stato o dieci volte un poliziotto». Così Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, in un’intervista al quotidiano Il Tempo.
«Dopo lo scoop sugli stipendi riscoprono la riservatezza»
Della vicenda, aggiunge Donzelli, sorprende soprattutto «la reazione della redazione dopo lo scoop de Il Tempo. Dopo l’attentato al conduttore, seppure si faceva credere che quella bomba fosse responsabilità al governo, chiedevano, come un mantra, a FdI di ritirare ogni querela perché attacco alla libertà di stampa. Adesso, invece, ricorrono alle vie legali per un’inchiesta che ha come unico scopo la trasparenza. Se non è questo doppiopesismo».
Donzelli contro il «metodo Ranucci»
«L’accanimento senza prove e la scorrettezza fanno parte del metodo Ranucci. È sotto gli occhi di tutti. Non dimenticherò mai quando hanno fatto intendere che a essere il mandante dell’esplosione davanti alla villa del conduttore fosse l’onorevole Gimmi Cangiano – ha sottolineato Donzelli – o, peggio, quando sono state realizzate intere trasmissioni sulla famiglia Meloni per lasciare intendere chissà cosa».
Secondo l’esponente di FdI, «hanno sempre utilizzato quel formato come strumento di attacco, senza badare troppo alla privacy, alla conseguenza di quei servizi sulla vita delle persone. Poi improvvisamente, siccome qualcuno svela il loro stipendio, riscoprono la parola riservatezza».
«Report può essere ancora credibile se condotto da Ranucci?»
Donzelli pone quindi una questione sulla conduzione della trasmissione: «Non mi sono mai occupato di palinsesti, ma, da uomo delle istituzioni, mi chiedo se una trasmissione così importante possa essere ancora “credibile” se condotta da Ranucci. È più importante preservare questo programma o il destino di un singolo professionista? La domanda dovrebbero farsela gli stessi redattori di Report». «Parliamo di chi, negli ultimi giorni, ha perso, e non poco, in termini di reputazione», aggiunge.
L’autobiografia e le accuse sulle stagiste
Donzelli si sofferma poi su quanto raccontato dal giornalista nella propria autobiografia: «Ranucci, nella sua autobiografia, ad esempio, racconta, anche in modo poco rispettoso, le sue conquiste sentimentali e le sue attività sessuali con le stagiste di Report, vantandosene in convegni pubblici. Tra l’altro una di queste, come racconta il testo, sarebbe morta scappando, turbata dal comportamento di lui».
«Dove sono finite le femministe di sinistra?»
«Se tutto ciò fosse vero, trattandosi di questioni che offendono la sensibilità di tutte le donne, dunque, mi chiedo dove siano finite quelle femministe di sinistra che, per molto meno, s’indignavano. Mi chiedo perché restino in silenzio. Forse è lo stesso silenzio del campo largo sul caso Lavitola?».