Lo sfogo della madre
Femmincidio Terrin, il compagno albanese era stato denunciato già tre volte da donne diverse
La vittima aveva cercato di tutelarsi, inviando un'immagine del compagno sul gruppo condominiale di Whatsapp e chiedendo di non aprirgli il portone. A una vicina aveva confessato di esserselo ritrovato sotto casa più volte
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 19 Agosto 2026 alle 09:30
Femmincidio Terrin, il compagno albanese era stato denunciato già tre volte da donne diverse
Dino Keber, l’uomo di 43 anni accusato del femminicidio della ex compagna Tania Terrin di 39 a Camponogara, in provincia di Venezia, prima di suicidarsi in casa sua a Dolo, era stato denunciato altre tre volte da precedenti compagne. La prima denuncia risale al 2002, le successive al 2010 e al 2021. Questo è quanto risulta, come si apprende in ambienti investigativi, dal provvedimento di ammonimento che il Questore di Venezia aveva emesso a giugno. Le tre querele erano state tutte ritirate e, di conseguenza, archiviate.
Il compagno di Tania Terrin aveva già ricevuto altre tre denunce da altre compagne
Tania aveva già denunciato il compagno ad aprile, quando aveva tentato di strangolarla per la prima volta. È stata la Nuova Venezia a ricostruire gli ultimi mesi della relazione tra i due: dopo la fine della relazione, la 39enne aveva presentato un esposto nei confronti dell’ex, accompagnato da un certificato medico, proprio per l’aggressione subita ad aprile. Ma quella, secondo quanto racconta la madre, non era la prima volta che Tania subiva un’aggressione: era la terza. Le prime due erano avvenute a casa di Dino: una volta le aveva fatto male a un timpano e un’altra ancora l’aveva graffiata. Poi, ad aprile, aveva provato a strangolarla.
Lo sfogo della mamma e il tentativo di proteggersi della vittima
«Sette o otto volte siamo state dai carabinieri» racconta la madre, Marinella Forner. «Mia figlia l’ha anche querelato. Doveva starle distante ma poi al massimo dopo un mese ritornava a farsi vivo». Insomma, ogni sforzo di allontanamento è risultato vano. : «Ai carabinieri ho chiesto di dire alle donne che denunciano che si facciano la valigia, che lascino tutto, la casa e il lavoro e che spariscano – ha concluso la madre di Tania -. Perché non c’è altro modo di proteggere una donna che denuncia il suo ex compagno che la molesta».
La vittima aveva anche cercato di costruire una struttura di protezione attorno a lei, nel luogo in cui viveva. A seguito dell’aggressione aveva scritto sul gruppo Whatsapp del vicinato, inviando una foto di Keber e allegando un messaggio: «Se viene questa persona non apritegli». A una vicina aveva persino confessato di essersi ritrovata spesso con l’uomo sotto casa.
Zaia: «Non possiamo limitarci al cordoglio»
«Quello che è accaduto a Camponogara è un fallimento. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza. Tania Terrin aveva denunciato l’ex compagno, aveva già subito violenza e nei confronti dell’uomo era stato emesso un ammonimento del Questore. E oggi Tania non c’è più». L’ha scritto in una nota il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, aggiungendo che «di fronte a una tragedia come questa, non possiamo limitarci al cordoglio: dobbiamo chiederci che cosa non abbia funzionato e intervenire con ancora maggiore determinazione».