Le indagini in corso
Prato, diffuso il video del poliziotto che ha sparato al marocchino 22enne: era in fuga e si nascondeva
È da poco uscito sui social il video dell’agente di polizia penitenziaria che ha sparato a un 22enne marocchino all’ospedale di Prato, per fermarlo dopo che aveva svuotato l’estintore e creato scompiglio nel reparto di emergenza. Tre i bossoli fuoriusciti dalla pistola dell’agente, di cui solo uno ha colpito il giovane straniero. Ora il poliziotto è indagato per tentato omicidio a seguito del tentativo di fermare il soggetto. Il 22enne, invece, era stato arrestato precedentemente per aver gettato dalla finestra un plico che conteneva droga dal carcere di Dogaia ed era poi stato trasferito al pronto soccorso per essere medicato a seguito di una caduta.
Il finale della storia è che l’agente della penitenziaria che ha fermato il 22enne marocchino, sparandogli a una gamba, è indagato per tentato omicidio.
Da poco scarcerato, il marocchino era stato fermato mentre lanciava droga all’interno del carcere di Prato.
Portato in… pic.twitter.com/euG7HXxtob
— Francesca Totolo (@fratotolo2) August 18, 2026
Prato, spunta il video dell’agente che spara al 22enne marocchino in fuga
Il video mostra il 22enne che, con le manette, si dirige nella “camera calda”, ossia l’area ambulanze, mentre poco dopo arrivano due agenti della polizia penitenziaria. Uno ha l’arma di ordinanza in pugno. Il 22enne si nasconde dietro all’ambulanza, correndo avanti e indietro. Poi arrivano i tre spari. «I filmati acquisiti mostrano la dinamica dei fatti – aveva sottolineato la procura, coordinata da Luca Tescaroli – Due agenti di polizia penitenziaria, mentre il ragazzo cercava di scappare ammanettato all’interno di un ambiente chiuso dal quale non poteva uscire, hanno cercato di raggiungerlo. Uno dei due agenti ha esploso contro il ragazzo tre colpi di pistola, uno dei quali l’ha colpito».
Gli spari hanno provocato momenti di forte paura tra i pazienti e il personale sanitario presenti nel pronto soccorso, anche se non direttamente coinvolti nella zona in cui si è verificata la colluttazione. Sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e personale della vigilanza privata. Gli agenti della polizia scientifica hanno effettuato per ore rilievi e accertamenti per ricostruire la sequenza degli eventi. A causa della vicenda, il pronto soccorso è stato momentaneamente chiuso per consentire la messa in sicurezza degli ambienti e lo svolgimento dei rilievi
La difesa dell’avvocato del poliziotto
L’avvocato Vittorio Luigi Fucci, legale dell’agente penitenziario, nell’esprimere «fiducia nell’operato della magistratura» si era anche augurato l’applicazione «del nuovo decreto sicurezza che ha modificato l’articolo 335 del codice di procedura penale, introducendo il comma con cui si prevede l’annotazione preliminare nel modello 45 bis, che evita l’iscrizione automatica dell’agente nel registro degli indagati quando l’atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie». «In ogni caso – aveva concluso il legale – credo che occorra una riforma radicale che tuteli maggiormente le forze dell’ordine che operano in presenza di evidenti cause di giustificazione».