Report e inchieste
Donzelli inchioda Conte e compagni sul caso Ranucci: “Rai usata per fini privati. Da M5s e Pd nessuna lezione”
Giovanni Donzelli va all’attacco dei Cinquestelle sul caso Rai e respinge le accuse rivolte a Fratelli d’Italia. Il responsabile organizzativo di FdI, intervistato da Libero, difende la sua partecipazione alla manifestazione di solidarietà a Sigfrido Ranucci dopo l’attentato subito dal giornalista e rilancia sul tema dell’utilizzo del servizio pubblico.
«Qui non c’è solo il tema del canale televisivo pubblico per un interesse privato, e non c’è solo il tema del doppio registro: complottista e censore su ipotesi strampalate nei confronti di Meloni e del centrodestra mentre lui vedeva tutti i giorni Lavitola che era già un noto pregiudicato; ma c’è anche il discorso di tutti i vari commentatori, giornalisti di sinistra che hanno sempre dato la colpa a noi e che ora si dovrebbero scusare».
Donzelli insiste sul doppio standard che, a suo giudizio, sarebbe stato utilizzato contro il centrodestra e chiama in causa anche l’atteggiamento dei Cinquestelle nei confronti della Rai e di Report.
«Non ci occupo io di palinsesti Rai, per fortuna c’è chi se ne occupa. Credo che Report abbia una storia importante come programma d’inchiesta fin dai tempi di Milena Gabanelli e credo che vada preservata prima di tutto la credibilità della trasmissione. Da cittadino italiano, prima che da parlamentare, ho a cuore la credibilità del servizio pubblico».
L’esponente di FdI replica poi direttamente al Movimento 5 Stelle, che continua a difendere Report e ad attaccare il sottosegretario Andrea Delmastro.
«Sulla trasparenza e il rigore etico tutte le opposizioni possono solo venire a prendere lezioni da noi. Attendiamo che Schlein dica una parola sui comuni sciolti per mafia in Campania. Delmastro ha consegnato le chat in procura e consapevole che la sua leggerezza era incompatibile con il ruolo istituzionale, si è subito dimesso da sottosegretario alla Giustizia».
Nell’intervista Donzelli affronta anche il quadro internazionale, dal terrorismo all’antisemitismo, sostenendo la necessità di rafforzare la difesa europea senza indebolire l’identità nazionale.
«Sì. Prima in Italia si sentiva dire che bisognava accogliere tutti perché ce lo chiedeva l’Europa. Oggi in Europa si sente dire “dobbiamo difendere i confini e fermare l’immigrazione clandestina come chiede l’Italia” e questo lo si deve alla stabilità del nostro governo. Per quanto riguarda, invece, l’antisemitismo in buona parte è fomentato da queste prime e seconde generazioni di immigrati islamici che hanno in odio Israele. Poi purtroppo c’è una sottovalutazione della sinistra: per raccogliere voti si è trovata a sposare l’estremismo pro-Pal».
Infine, sul futuro di Fratelli d’Italia e sull’appuntamento in settembre a Bari, Donzelli rivendica il percorso del partito e guarda già alla prossima fase.
«Sarà una festa all’insegna della sobrietà alla quale sono tutti invitati. Per quanto riguarda le riforme voglio ricordare quella del lavoro: abbiamo tolto il reddito di cittadinanza e ora l’occupazione è ai massimi, abbiamo pensato a diminuire il costo del lavoro e ad aiutare le fasce più deboli. Abbiamo fatto il federalismo, lavoreremo sul premierato e continueremo per avere una democrazia sempre più forte per il bene degli italiani».