Scintille in campo
“I 4 agricoltori rimasti non servono a niente, anzi inquinano”: Feltri a La7 diserba i valori del mondo agricolo, Lollobrigida lo asfalta (video)
Caldo rovente, temperatura polemica fiammante, e una distanza siderale tra i salotti radical chic delle metropoli e il Paese reale che ha raggiunto l’ennesimo picco di surrealismo a In Onda su La7. Protagonista del delirio demagogico-ecologista è il giornalista Stefano Feltri, che davanti al conduttore Luca Telese si è lanciato in una filippica contro il mondo rurale a dir poco sconcertante.
Stefano Feltri diserba le ragioni di agricoltura e agricoltori: Lollobrigida lo asfalta
Feltri ha liquidato l’intero settore primario con parole scolpite nella solita presunzione ideologica: «Non tassiamo le emissioni del settore agricolo perché l’agricoltura è strategica per quei 4 agricoltori rimasti. Sussidiamo gli inquinatori». Solerte nel rincarare la dose di fronte alle deboli proteste del conduttore («Non esageriamo»), incalza pure: «Gli agricoltori non servono a niente. Agricoltura: uno dei settori più inquinanti». Un’uscita che smaschera l’allergia e lo snobismo della sinistra radicale per chi lavora la terra.
La replica del ministro allo snobismo radical chic dei «boschi verticali» da Ztl
La risposta del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, non si è fatta attendere. E ha asfaltato senza mezzi termini la versione strumentale radical chic d’area dem e Ztl rossa. «”Gli agricoltori non servono a niente”. “Chiudiamo gli allevamenti”. “Togliamo ogni sussidio”. Ormai, dai professionisti della propaganda si sente di tutto. Ma noi ascoltiamo un’altra Italia. È l’Italia dei nostri agricoltori, allevatori e pescatori. Custodi dell’ambiente, oltre che produttori del miglior cibo del mondo. L’Italia di chi resta quando sarebbe molto più semplice andare via. Senza di loro interi territori diventerebbero vuoti: campi abbandonati, montagne senza presidio, comunità sempre più isolate».
Lollobrigida zittisce Feltri e smonta l’attacco demagogico
Ribadendo una volta di più: «Non è folklore. E non è soltanto il rifugio ideale per una passeggiata domenicale. È la vita reale fuori dalle aree metropolitane, lontano dai boschi verticali e vicino ai boschi veri. È l’Italia che abbiamo scelto di difendere senza riserve da chi, accecato dall’ideologia o mosso da “interessi” ben diversi da quelli della nazione, continua a trasformare il settore primario in un bersaglio», ha rilanciato Lollobrigida nella sua replica social.
Da Lollobrigida una lezione a Feltri su radici e identità
Non mancando di assestare in calce un’ultima stoccata a chi preferisce la decrescita felice alla sovranità alimentare: «Se qualcuno disprezza questa Italia, preferisce importare da luoghi del mondo in cui gli standard imposti ai nostri produttori non si vedono neanche col binocolo e pensa che questo significhi difendere ambiente e animali, può serenamente fare le valigie e andare dove più gli aggrada. Finché ci sarà questo governo, agricoltura, allevamento, pesca e mondo rurale resteranno al centro della nostra azione politica». Una lezione di radicamento identitario, quella impartita online dal ministro a Stefano Feltri e compagnia cantante, che rimanda i maestrini da salotto direttamente a casa. Anzi: in cucina… (Sotto uno spezzone dell’intervento di Stefano feltri a In Onda su La7 da un post su X).
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— 𝚁𝚒𝚌𝚌𝚊𝚛𝚍𝚘 𝙳𝚎𝚒𝚊𝚜 (@RiccardoDeias) August 14, 2026