Una minaccia reale
Qualcuno informi Conte: il dossier dell’intelligence Usa “smaschera” i piani russi per aggredire la Nato
Anche se in Italia c'è chi ancora non sembra accorgersi del problema, dall'America le fonti dei servizi segreti parlano di un programma ben preciso del Cremlino per mettere alla prova la tenuta dell'Alleanza atlantica
Esteri - di Gabriele Caramelli - 8 Agosto 2026 alle 15:47
Vladimir Putin potrebbe attaccare un Paese membro della Nato nei prossimi anni per testare la risposta dell’Alleanza atlantica. Questo è quanto emerge secondo un dossier dell’intelligence americana, rilanciato dal Wall Street Journal. Un tempo gli analisti pensavano che fosse «improbabile» che il Cremlino potesse stuzzicare un Paese alleato degli Usa mentre la Russia era ancora concentrata sulla guerra in Ucraina. Nonostante ciò, questa stima sarebbe cambiata cambiata all’inizio dell’anno, mentre Putin si trovava alle strette per ottenere una vittoria e mentre affrontava difficoltà sempre maggiori sul campo. Gli ucraini hanno incrementato gli attacchi i con droni contro obiettivi militari e infrastrutture petrolifere russe, mentre l’esercito proseguiva lentamente la sua avanzata lungo il fronte, patendo per le grandi perdite.
L’intelligence americana e il dossier sull’attacco russo a un Paese Nato nei prossimi anni
Le considerazioni dell’intelligence sono arrivate nel momento in cui gli Stati Uniti stanno fronteggiando una riduzione delle scorte di alcune munizioni considerate importantissime per un possibile conflitto futuro contro Russia o Cina, anche per colpa dei trasferimenti militari all’Ucraina e dei bisogni legati alla guerra con l’Iran. Tra le riserve ritenute a rischio dai funzionari statunitensi ci sono i missili a lungo raggio Precision Strike Missile e Army Tactical Missile System (Atacms), oltre ai razzi terra-aria a corto raggio Stinger.
Le preoccupazioni dei leder statunitensi ed europei
I leader americani ed europei spiegano di aver osservato sempre più segnali di azioni russe volte a valutare il volume di determinazione della Nato. Basti pensare ai missili russi arrivati in territorio polacco o i droni che hanno violato lo spazio aereo della Romania. In base a quanto riportano i funzionari americani, il fine di Putin in un possibile attacco contro un Paese Nato, mentre la guerra in Ucraina è ancora in corso, sarebbe quello di creare difficoltà all’Alleanza e creare frammentazioni tra gli Stati membri. «L’incognita riguarda la risposta che darebbero gli Stati Uniti in un caso del genere», ha spiegato Heather Conley, ricercatore dell’American Enterprise Institute, valutando la possibilità di un’incursione russa. Poi ha aggiunto: «Mettere in discussione la credibilità della Nato e separare gli Stati Uniti dai loro alleati è sempre stato un obiettivo» del Cremlino.
Ma c’è chi ancora non crede alla minaccia russa…
Non dite a Giuseppe Conte cosa c’è scritto nel nuovo report americano, o potrebbe restarci malissimo. Proprio il presidente pentastellato, nella riunione del “Campo largo” lo scorso 8 luglio a Napoli, affermava che «stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti». Non è ancora chiaro se il leader del Movimento 5 stelle e aspirante capo della sinistra stia facendo finta di non riconoscere il problema, oppure se non ne abbia compreso la grande portata.