Le tre lezioni da ricordare
Moschea a Venezia, Bignami asfalta i bengalesi che minacciano lo sciopero: “Novelli Landini in salsa islamica. Avete trovato la strada per venire, trovate quella per andare” (video)
Dopo aver minacciato di ‘bloccare la città’ alcuni rappresentanti della comunità bengalese di Venezia minacciano lo ‘sciopero’, se il Comune non dirà sì alla nuova moschea che loro chiedono. Come ci si poteva aspettare l’ultimatum è divenuto subito un caso nazionale, tanto che il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha deciso di rispondere alle provocazioni attraverso un video sui social network in cui risponde punto per punto alla questione. E ripercorre la vicenda con tre “lezioni” che si dovrebbero trarre dalla protesta di coloro che definisce “Novelli Landini in salsa islamica”.
Bengalesi candidati a Venezia nelle liste del Pd
Bignami ricorda che “A Venezia si è appena votato, alcuni bengalesi si sono candidati nel PD, in nome di Allah misericordioso, come dicevano loro. Da notare che il PD è sempre pronto a farsi islamizzare e islamizzare l’Italia, chiedeva la moschea. Il PD e i suoi bengladem hanno perso. Ora, la cosa è semplice: se tu proponi una cosa, ti presenti alle elezioni con quella cosa e perdi, quella cosa non si fa, si chiama democrazia. Semplice, no? E questa è la lezione numero uno”.
Gli islamici non firmano gli accordi Stato-religione previsti dalla Costituzione
Il responsabile dei deputati di Fratelli d’Italia continua enunciando la “Lezione numero due: la nostra Costituzione, quella di cui la sinistra si riempie sempre la bocca senza, penso, averla mai letta, dice che i rapporti tra Stato e religione sono regolati da intese. È l’articolo 8. Ci sono le intese con i buddhisti, con i valdesi, con gli evangelici, con gli ebrei. Non c’è l’intesa con gli islamici. E perché non c’è l’intesa con gli islamici? Perché gli islamici non l’hanno mai firmata. E perché gli islamici non hanno mai firmata l’intesa? Perché è difficile dire a un tavolo che si rappresentano gli islamici, e allo stesso tavolo dire che le donne hanno pari diritti con gli uomini, che la Sharia non può regolare i rapporti tra persone, che la poligamia non va bene, che i matrimoni combinati non si possono fare, che il velo integrale è discriminatorio e così via. Però ci vengono a fare la lezioncina sulla laicità dello Stato e sul rispetto? Direi che non sono molto credibili”.
La ‘reciprocità’: e il trattamento dei cristiani in Bangladesh
Infine la “Terza lezione: penso che questi bengadem dicano che siamo brutti e cattivi perché non gli facciamo fare la moschea. Gli ricordo una parolina: reciprocità. Cos’è la reciprocità? E’ una cosa semplice, semplice. Lo Stato riconosce ai cittadini di uno Stato straniero, lo stesso trattamento che quello Stato straniero riconosce ai propri cittadini. Dite che l’Italia vi discrimina perché non vi fa fare una moschea? Domanda. Ma come vengono trattati i cristiani in Bangladesh? Perché magari prima di prendere e di insegnare a noi in Italia cos’è la laicità e il rispetto, potreste provare ad andare a casa vostra a vedere se la laicità e il rispetto sono davvero garantiti. E visto che qui in Italia siamo brutti e cattivi, non è che qualcuno vi costringa a stare qua”.
“Avete trovato la strada per venire, trovate quella per andare”
Nel finale Galeazzo Bignami non fa sconti e parla dritto: “Come avete trovato la strada per venire, potete trovare la strada per andare. Tra l’altro non credo che nessuno vi abbia invitato e non credo nessuno vi rimpiangerà”.