La città rossa dei maranza
Minacciato con un cacciavite e rapinato in pieno giorno nella Milano di Sala: il trio di stranieri scovato in un casolare
L’aggressione del 21enne in piazza Bottini, vicino alla stazione di Lambrate. Gli egiziani coinvolti sono stati denunciati per rapina in concorso; due di loro, trovati con hashish, sono finiti in manette per droga
Minacciato con un cacciavite e derubato del cellulare, dello zaino e dei contanti nel primo pomeriggio, a pochi passi dalla stazione di Milano Lambrate. È quanto accaduto domenica 16 agosto a un italiano di 21 anni, avvicinato in Piazza Bottini da tre stranieri. La fuga del gruppo, però, è durata poco: gli agenti delle volanti lo hanno rintracciato all’interno di un casolare disabitato della zona. Per tutti è scattata la denuncia per rapina in concorso, mentre due dei fermati sono stati arrestati perché trovati in possesso di hashish.
La rapina in pieno giorno
L’aggressione si è consumata intorno alle 13, dunque in pieno giorno, in una piazza abitualmente frequentata da viaggiatori e residenti del quartiere. Secondo la ricostruzione, uno dei tre si sarebbe avvicinato al giovane impugnando un cacciavite e, sotto la minaccia dell’arnese, gli avrebbe sottratto il telefono cellulare e 60 euro.
Gli altri due uomini sarebbero intervenuti subito dopo. Uno di loro sarebbe riuscito a impossessarsi anche dello zaino della vittima, prima di allontanarsi insieme ai complici. Un’azione rapida, condotta facendo leva sulla superiorità numerica, e sulla presenza di un oggetto potenzialmente in grado di ferire.
Il 21enne, rimasto fortunatamente illeso, non si è perso d’animo. Ha immediatamente chiesto aiuto, facendo partire la segnalazione al numero unico di emergenza 112, e fornendo agli agenti gli elementi utili per individuare i responsabili.
Le ricerche e il casolare abbandonato
Ricevuto l’allarme, gli uomini delle volanti hanno avviato le ricerche nell’area attorno a Piazza Bottini. L’attenzione si è presto spostata verso Via Giovanni Battista Viotti, non lontano dalla stazione di Lambrate e dal luogo della rapina. Qui i poliziotti hanno individuato i tre sospettati all’interno di un casolare disabitato, scelto probabilmente come riparo dopo la fuga. Gli agenti sono entrati nell’edificio e hanno sottoposto il gruppo a controllo.
Il componente più anziano, un cittadino egiziano di 39 anni, aveva con sé l’arnese che, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato utilizzato poco prima per incutere timore al ragazzo. La presenza dell’utensile ha rafforzato gli elementi raccolti dagli investigatori sull’episodio.
I tre uomini sono stati quindi accompagnati negli uffici di polizia milanese e denunciati per rapina in concorso. La loro posizione dovrà ora essere valutata dall’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.
Hashish addosso, due finiscono in manette
Durante il controllo sono emersi anche elementi estranei alla rapina. Gli altri due componenti del gruppo, entrambi cittadini egiziani di 19 e 23 anni, sono stati trovati rispettivamente con 18 e 16 grammi di hashish. La quantità e le circostanze del ritrovamento hanno portato gli agenti a contestare ai due giovani la detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Per entrambi è scattato l’arresto, oltre alla denuncia condivisa con il 39enne per l’aggressione al ragazzo.
La Milano di Sala resta il paradiso per stranieri e maranza
Tuttavia, non è un episodio da leggere isolatamente. Nell’ultima graduatoria consolidata, relativa al 2024, il capoluogo lombardo guidava ancora l’Indice della criminalità con 225.786 delitti denunciati, pari a 6.952 ogni 100mila abitanti. Le rapine in pubblica via erano state 2.624, il 32,1 per cento in più rispetto al 2019; le lesioni dolose 4.093 e le violenze sessuali 691, quasi due al giorno e in aumento del 67,3 per cento rispetto al periodo precedente alla pandemia.
A illuminare il volto della criminalità di strada furono soprattutto le parole del questore Bruno Megale. Nei primi nove mesi del 2025, pur in presenza di una flessione complessiva dei delitti, a Milano sono stati eseguiti circa 830 arresti per reati predatori: uno su cinque riguardava un minorenne. Soprattutto, secondo i dati riferiti dal questore, il 70-80% di scippi, furti e rapine è commesso da cittadini stranieri. Megale ha parlato anche dei cosiddetti “maranza”, definendoli un fenomeno di devianza giovanile diffusa, fatto di comportamenti antisociali o illeciti, e alimentato dall’esaltazione della violenza sui social. Non una categoria penale, dunque, ma neppure un’invenzione mediatica.
Parlano i numeri
I numeri sui più giovani confermano l’allarme: soltanto nel primo semestre 2025, nell’area milanese, 294 minori sono stati denunciati o arrestati per rapina, 129 per lesioni personali. 33 per rissa. E 95 per porto abusivo d’armi. Nel 2024 erano stati 571 quelli coinvolti in rapine e 150 quelli segnalati per armi, con un aumento del 455 per cento in dieci anni per quest’ultima fattispecie.
Il confronto con il resto del Paese è impietoso per la Milano governata dal “piddino” Beppe Sala. Nei primi sei mesi del 2026, a livello nazionale, i reati sono diminuiti del 10%: gli omicidi del 15,3, i furti dell’11,4, le rapine del 12,3 e le violenze sessuali del 7,1 per cento.
Le competenze sull’ordine pubblico non appartengono soltanto al Comune, ma il conto politico arriva anche a Palazzo Marino: mentre l’Italia guidata dal centrodestra migliora, molte città rosse restano laboratori di criminalità, devianza giovanile e falle nell’integrazione.