Saga senza fine
“Metodi da pizzino”, Sigfrido “faccia i nomi”: tra Lucarelli e Ranucci ormai è rissa senza fine. E con questa siamo a 3 (i post)
Continuano a volare gli stracci tra i due giornalisti: il botta e risposta a distanza alimenta polemiche e veleni reciproci animando un botta e risposta che scuote il mainstream
Parlare di battibecco a distanza tra Sigfrido Ranucci e Selvaggia Lucarelli potrebbe essere riduttivo: non accenna a spegnersi la polemica tra i due giornalisti, anzi, quella che sembrava una semplice divergenza d’opinioni si è trasformata in una vera e propria faida in tre puntate, ricca di stoccate personali, allusioni pesanti e accuse incrociate. Galeotta fu la presentazione a Lavarone (in provincia di Trento) dell’ultima fatica editoriale del conduttore di Report, Il ritorno della casta (edito da Bompiani quest’anno).
E siamo a tre in pochi giorni: prosegue il duro botta a distanza tra Ranucci e Lucarelli
Dopo le bordate sulle auto-rivelazioni del libro del conduttore di Report – La Scelta – che la firma del Fatto Quotidiano ha stroncato nei giorni scorsi in due riprese assestando bordate al suo autore, ora Lucarelli torna a centrare nel suo mirino polemico Ranucci. E lo fa in replica un’intervista rilasciata a Repubblica, nella quale il giornalista ha difeso la propria trasmissione rivendicandone la centralità nel palinsesto del servizio pubblico. Concentrandosi in particolare su un passaggio della conversazione giornalistica che ha riacceso immediatamente la miccia della querelle in corso sottotraccia nel bailamme di notizie e querele sulla “vicenda Lavitola”.
La miccia che riaccende il fuoco polemico sono le dichiarazioni del conduttore di Report in Trentino
Un primo assaggio del botta e risposta a puntate si è avuto già ieri mattina quando, replicando alle dichiarazioni di Ranucci al Corriere a margine della presentazione del libro presentato in Trentino due giorni fa. Il tormentato Sigfrido al giornalista del Corsera che gli chiede una valutazione sulle parole della Lucarelli in merito ai “rapporti spregiudicati” del giornalista con stagiste e fonti d’informazione, replica secco con una domanda che, nella sua allusività, suona come una risposta più che enigmatica: E lei con chi ce l’ha avuti rapporti spregiudicati?» (di seguito il video linkato sull’account X di Selvaggia Lucarelli).
Come non rispondere sulla sostanza, fare allusioni su di me, nascondersi dietro alle vendite. Vendite che prima, così aveva scritto a luglio, erano centolomila copie e ora sono 70 000. In più, sulla stagista smentisce non me, ma se stesso, dimenticando che di questa donna non ha… pic.twitter.com/BWDN5DJydg
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) August 19, 2026
La replica di Lucarelli a Ranucci arriva immediata
È solo l’inizio: l’altro pepe lo aggiunge un’intervista a Repubblica che, ancora una volta, la giornalista si affretta a linkare in un secondo post social a cui affida un altro duro affondo che non risparmia alle critiche all’intervistato, liquidando prima con sarcasmo alcune sue dichiarazioni («Report per la Rai come il Giubileo per il Papa»). E concentrandosi poi su una frase specifica che ha definito in «modalità pizzino». Ranucci aveva infatti affermato: «Siamo al punto che PERSINO Selvaggia Lucarelli mi imputa rapporti spregiudicati. Sarebbe interessante citare i suoi».
L’allusione accusatoria di Ranucci, la stoccata di Lucarelli: faccia nomi e cognomi…
Ed è qui che scatta la reprimenda della blogger e la bacchettata didattica sul metodo d’informazione: la Lucarelli accusa il conduttore di ricorrere all’«argomentum ad hominem» per delegittimare le critiche. Sottolineando come un simile atteggiamento sia tipico di chi vuole spostare l’attenzione dal merito delle questioni. A stretto giro, quindi, invita Ranucci a fare nomi e cognomi sulle presunte «frequentazioni» a cui ha alluso, bollando l’uscita come un’intimidazione allusiva volta a farla tacere. E ancora una volta il dibattito d’inchiesta lascia il passo alle ombre. Ai sospetti. E alle reciproche accuse personali.
questa la frase postata da Selvaggia Lucarelli, indirizzata a Ranucci: dica «con NOMI E COGNOMI quale brutta gente o criminali e pregiudicati sarebbero miei amici o confidenti o frequentazioni. Perché altrimenti suona come un “so cose su di te, quindi ti conviene stare zitta”. Racconta pure Ranucci, sennò sembra una intimidazione allusiva e un metodo molto poco nobile di non rispondere sul merito lanciando ombre su chi ti critica».
Una saga senza fine…
E alla fine dalla fiera, tra battibecchi e veleni recirpoci, una lezione sicuramente la apprendiamo tutti: quando la critica interna viene liquidata con toni intimidatori e accuse pesanti, (persino?) la narrazione della cosiddetta “stampa libera” finisce per mostrare tutte le sue asprezze e contraddizioni… Ecco allora, qui sotto, il secondo, infuocato post, che alza la temperatura dello scontro tra i due professionisti dell’informazione e motiva un terzo, animoso capitolo, di quella che sembra essere diventata ormai una saga senza fine…
Sorvolo su alcuni passaggi dell’intervista a Ranucci oggi su Repubblica perché sulla mitomania mi sono soffermata abbastanza (“Report per la Rai come il Giubileo per il papa”, vabbè) e non infierisco, ma sono molto stupita della frase modalità pizzino su di me. “Siamo al punto… pic.twitter.com/FZie8x6XwZ
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) August 19, 2026