Interrogativi senza risposta
Ranucci all’angolo, anche FI svergogna l’opposizione: ecco le 10 domande che la sinistra non ha voluto far porre
Dalle relazioni con Lavitola al sondaggio da leader del Campo largo, fino agli accessi della Boccia nei locali del servizio pubblico. Gli azzurri pubblicano il decalogo – censurato – che i parlamentari forzisti avrebbero voluto rivolgere al giornalista in Commissione di Vigilanza Rai
Dopo FdI, anche Forza Italia cala l’asso del pressing e inchioda Ranucci e la sinistra. Perché quando la trasparenza diventa un optional a senso unico, ci pensa la politica a ripristinare il principio di realtà. E allora, il caso del conduttore di Report si arricchisce di un capitolo fondamentale che smonta, pezzo per pezzo, il muro di gomma eretto dall’opposizione attorno al giornalista. Come la cortina del silenzio al cui interno si è trincerato lo stesso Sigfrido. Così, il partito guidato da Tajani ha deciso di rendere pubblico via social il decalogo di domande formulate dai propri parlamentari in Commissione di Vigilanza Rai: dieci quesiti sferzanti rimasti senza risposta per il veto e l’ostruzionismo della componente progressista, sveltasi improvvisamente garantista e garantita quando a essere toccato è il proprio “beniamino” televisivo.
Ranucci, dubbi, domande senza risposta, e un decalogo che rompe il gap della comunicazione
Innegabile, del resto, che i punti chiave del dossier azzurro tocchino i nervi scoperti dell’intera vicenda: dalle relazioni tra il giornalista e Valter Lavitola al fantomatico progetto di una candidatura a premier per il Campo largo, fino alla gestione editoriale e ai finanziamenti delle inchieste firmate dal servizio pubblico. Vi proponiamo allora, punto per punto, e quesito per quesito, le 10 domande che la sinistra ha voluto in qualche modo secretare (silenziare?). E che Forza Italia rilancia in un post su Facebook in cui propone il decalogo di quesiti che i suoi parlamentari in Commissione di Vigilanza Rai avrebbero voluto rivolgere a Sigfrido Ranucci, ma rimasti senza risposta per il mancato via libera della componente di centrosinistra in commissione.
Caso Ranucci, ecco da FI le 10 domande che la sinistra ha voluto secretare
1) Il legame con Lavitola: «Qual era la natura del suo rapporto» con l’imprenditore, oggi ristoratore. Da quanto tempo i due si frequentassero. E perché, ascoltato dagli investigatori dopo l’attentato, «non indicò subito Lavitola, né illustrò la natura e l’intensità dei vostri rapporti?».
2) Il sondaggio da leader. Un altro quesito riguarda il sondaggio sulla possibile candidatura politica di Ranucci: «Quando ha saputo che Lavitola stava facendo realizzare un sondaggio sulla sua possibile candidatura politica? Ne conosceva l’impostazione? Ne avevate parlato?». E sulla eventuale guida del Campo largo: può escludere categoricamente di aver partecipato alla preparazione o di aver condiviso, anche solo in parte, il progetto che la vedeva potenziale leader del centrosinistra.
3) Gli azzurri contestano poi la linea editoriale di Report, osservando che «nella scorsa stagione, 14 puntate di Report su 23 contenevano servizi e inchieste che riguardavano direttamente il Governo o partiti di centrodestra, mentre al centrosinistra il programma ha dedicato solo 3 puntate». Da qui la domanda: «È una coincidenza che nulla ha a che fare col progetto di Lavitola di renderla candidato premier del Campo largo?».
4) Il ruolo del factotum Tavares. Nel mirino anche i rapporti con Gomes Clesio Tavares, definito nel post «uomo vicino a Lavitola e coinvolto nell’inchiesta sull’attentato». FI chiede quante volte Ranucci lo abbia incontrato. Per quale motivo. E se lo abbia mai ricevuto nella propria abitazione.
5) L’affare Carbon Credit: quali interlocuzioni ha avuto con Lavitola sul tema dei Carbon Credit? Gli ha fornito valutazioni, contatti o indicazioni, o ha mai collaborato a queste attività? Come scrive Adnkronos, il decalogo si concentra anche sulle interlocuzioni tra Ranucci e Lavitola sul tema e se abbia mai collaborato, direttamente o indirettamente, alle sue attività in questo settore.
Gli interrogativi formulati dagli azzurri in Commissione di Vigilanza Rai
6) La genesi delle inchieste. Un’altra domanda riguarda il possibile ruolo di Lavitola nelle attività giornalistiche di Report: «Lavitola le ha mai suggerito inchieste, nomi, documenti o piste investigative? Avete mai discusso di persone o istituzioni sulle quali indagare? Di servizi da realizzare o temi da evitare?».
7) Intercettazioni e verbali. Durante la lunga conversazione avuta con Lavitola subito dopo la perquisizione, cercava di ricostruire la verità o stava offrendo un aiuto in virtù del vostro rapporto d’amicizia? E sono mai state condivise con lui comunicazioni interne alla Rai? Insomma, Forza Italia chiede conto della «lunga conversazione» avuta da Ranucci con Lavitola dopo la perquisizione. E domanda se in quell’occasione i due avessero parlato «anche di circostanze utili a spiegare la sua posizione», chiedendo al conduttore se stesse cercando di capire la verità. O se lo stesse aiutando «in virtù della vostra amicizia».
8) Il post solleva quindi il tema di eventuali comunicazioni interne Rai condivise con Lavitola. E domanda se sia vero che lo stesso Lavitola e Maria Rosaria Boccia siano stati ricevuti da Ranucci «in locali dell’azienda». A quale titolo. E se tali presenze fossero «autorizzate e compatibili con le regole Rai».
9) E ancora. FI punta anche sui documentari-inchiesta di Giulia Innocenzi, chiedendo a Ranucci se fosse informato del fatto che fossero «finanziati anche con contributi di aziende interessate ai temi trattati». E se ritenga «compatibile questo sistema di finanziamento con le inchieste del servizio pubblico».
10) L’ultima domanda, infine, riguarda direttamente la posizione di Ranucci dopo quanto emerso sull’attentato: «Perché non ha pronunciato una condanna netta, pubblica e inequivocabile delle azioni attribuite a Lavitola? Cosa le ha impedito di farlo? E se al posto suo ci fosse oggi un suo collega, gli chiederebbe di fare un passo indietro rispetto alla conduzione di Report?».
Le domande che stanano Ranucci dal silenzio
Domande che, nell’esortare alle dovute risposte, e nel semplice porre quesiti che aprono a scenari e repliche conseguenti, rimarcano il tentativo della sinistra di stendere un velo pietoso sulla vicenda. Un tentativo fallito miseramente. Anche perché i quesiti ora sono pubblici, trasparenti e scolpiti in Rete. Spetta dunque al conduttore, a questo punto, agevolare la dimostrazione del fatto che il servizio pubblico non adotta due pesi e due misure quando i fari della cronaca si accendono in casa propria.
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