La sconfessione del Nazareno
Conte bocciato su tutta la linea, la sua piroetta anti-woke fa infuriare il Pd e spacca il Campo largo
La piroetta anti-woke di Giuseppe Conte per smarcarsi da Elly Schlein in vista delle primarie non ha incantato nessuno, anzi nel Pd e dintorni ha creato molto nervosismo e detrminato molte sconfessioni. «Non è con il woke che la sinistra può fare giustizia», recita uno stralcio della lunga lettera inviata e pubblicata da Repubblica. Una pagina fitta per smontare «le degenerazioni del politicamente corretto»: il tutto mentre Elly è in vacanza e lui si porta avanti sull’agenda che vorrebbe dettare. Conte non incanta nessuno e ha provato ad intestarsi la revisione politica e tattica avviata dalla dem Alexandria Ocasio-Cortez, che ha definito «folle» la prima stagione del movimento woke . Per lui, spesso più reattivo della Schlein a fiutare i venti e l’aria che tira, «è diventata una sorta di religione morale autoreferenziale e per una forza progressista sarebbe un grave errore di strategia politica confidare su di essa per costruire una efficace azione politica».
Nel Pd irritazione profonda per la lettera di Conte a Repubblica
Al Nazareno e dintorni non l’hanno presa bene. Alessandro Alfieri taglia corto: “Noi non abbiamo quegli eccessi americani. E tuttavia ci vuole equilibrio dice il senatore del Pd. Non gli va giù “che si venga percepiti come attenti solo a certi tipi di battaglie”. Rivendica: “Noi già da tempo ci battiamo sui temi dell’agenda economica e sociale: il salario minimo, il sostegno agli stipendi tra i più bassi d’Europa, le risorse per la sanità pubblica. E poi non bisogna fare fughe in avanti”, dice riferendosi a Conte e alla sua uscita disgregatrice – se mai ce ne fosse bisogno- del campo largo. “Mi riferisco al fatto che in questo momento abbiamo bisogno di tenere insieme le forze del centrosinistra e di costruire insieme la cornice programmatica. Subito dopo sarà il tempo di pensare a come individuare la leadership, ma questo è il momento di individuare le priorità che ci uniscono», replica al Corriere. Conte la pensa diversamente.
“Conte scimmiotta Ocasio-Cortez per posizionarsi…”
Il leader del M5S fa il furbetto e nel Pd prendono nota accuratamente. Anche la parlamentare dem Lia Quartapelle boccia l’uscita di Conte. “Ma quale woke? I problemi a sinistra sono altri. Il suo mi è sembrato un tentativo di scimmiottare gli Stati Uniti per posizionarsi”. Anzi, va giù pesante confutando anche la parte della lettera di Conte in cui ha toccato i temi economici. Da ridere,“Conte parla di redistribuzione? – risponde al Foglio-. Visto il ripensamento sul woke, mi sarebbe piaciuto anche quello sulla più grande redistribuzione negativa della ricchezza degli ultimi trent’anni: il Superbonus”. Segue a ruota Simona Malpezzi. “E se Cortez si imborghesisce per le presidenziali, Conte cerca cerca consensi per le primarie. Ma: “Abbiamo tanti di quei guai che la wokeness mi pare l’ultimo dei dibattiti estivi”, dice Filippo Sensi.
Conte, la piroetta anti-woke divide il Campo largo
Laura Boldrini non condivide una riga della lettera di Conte a Repubblica. Per la deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, “una politica progressista deve tenere insieme l’impegno sui diritti sociali e quello sui diritti civili”. Per lei una politica progressista “deve parlare di diritti in senso assoluto e battersi allo stesso tempo per eliminare le discriminazioni etniche e le disuguaglianze socio-economiche; la violenza contro le donne, l’omolesbobitransfobia e il lavoro povero. Le persone e la società non sono a compartimenti stagni- dice l’ex presidente della Camera. “Tralasciare qualcosa per favorire qualcos’altro è fuorviante”.
Ma quanto può essere credibile Conte?
Ma non solo nel Pd bocciano Conte sulla sua mossa furbo-tattica, ma anche nel centrosinistra la lettera ha riacceso un confronto che divarica posizioni e strategie. “E adesso si svegliano tutti. A cominciare dai dem americani”, dice Matteo Renzi che rivendica di essere stato tra i primi a denunciare “l’ubriacatura Woke”. Di avviso diverso è Riccardo Magi, convinto che in Italia questa “ubriacatura” di cui parla Conte non ci sia stata assolutamente: “Siamo tra gli ultimi in Europa sui diritti civili”. Azione va giù ancor più pesante: “Conte-Zelig ci regala un’altra delle sue piroette quando sconfessa il mondo ‘woke’. Osvaldo Napoli gli rinfaccia tutte le giravolte a cui abbiamo assistito. “Il movimento che fece irruzione sulla scena al grido di ‘uno vale uno’ e con la promessa di aprire il Parlamento come ‘una scatoletta di tonno’, trasmette oggi un ‘contr’ordine compagni’. Ma quanto è credibile un leader come Conte che ha interpretato mille parti in commedia? Appena 6 anni fa si mostrò, con Salvini, a favore di telecamere come un presidente-sandwich con la scritta ‘decreti sicurezza’. È la stessa persona che a proposito di sicurezza non ha mai speso una parole contro le violenze dei No Tav, ha chiuso gli occhi davanti alle devastazioni della Valle di Susa”. Sì è proprio lui, Giuseppi è sempre Giuseppi. Chissà se inziano a capirlo?