La protesta violenta
I No Tav ci riprovano: inizia il campeggio nelle zone “espropriate”. E spunta la parola “guerra”
Il punto numero 1 è “lotta”. Poi arriva tutto il resto, nel volantino pubblicato sul sito dei No Tav che annuncia per domani, 30 luglio, e fino al 2 agosto, un nuovo campeggio di protesta in Val di Susa, in località Traduerivi, frazione del Comune di Susa, in un’area di lavoro per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. “In un momento in cui l’offensiva contro la Valle accelera e, su un piano più globale, guerra e repressione avanzano, crediamo sia fondamentale ritrovarsi, discutere, capire le trasformazioni che ci circondano, imparare ad usare le mani e organizzarsi. Ci saranno laboratori pratici e momenti di autoformazione, per contribuire a comprendere sia il TAV sia lo scenario di guerra che ci circonda, di cui l’Alta Velocità Torino-Lione è un tassello”. Guerra. Come quella scatenata sabato scorso, con cantieri devastati, agenti di polizia feriti, immagini di roghi e macerie che hanno fatto il giro del mondo. La Lega ha già chiesto al ministro degli Interni di vietare il campeggio anche alla luce della volontà manifestata dalla premier Meloni: “Tolleranza zero”.
I No Tav e il campeggio nelle zone “espropriate” della Val Susa
L’annuncio è di oggi, mercoledì 29 luglio, sui social vicini al Movimento in cui si legge: “Dal 30 luglio al 2 agosto, nei terreni espropriati della piana di Susa, le tende torneranno in valle per quattro giorni di lotta e audio autogestione, scambi e discussioni collettive”.
Restano in carcere, intanto, i due giovani arrestati. Il gip del tribunale di Torino ha accolto la richiesta avanzata dalla procura del capoluogo piemontese, confermando la custodia in carcere per i due giovani tedeschi arrestati in flagranza differita il 26 luglio dalla polizia, all’indomani degli scontri che si sono verificati sabato pomeriggio nel cantiere Tav di Chiomonte, in Val Susa. I due giovani pertanto resteranno in carcere. Ieri, durante l’udienza di convalida, entrambi avevano negato ogni addebito. A loro vengono contestati i reati di devastazione, saccheggio e lesioni e anche resistenza a pubblico ufficiale.
Circa quattrocentocinquanta manifestanti sono rimasti coinvolti negli scontri di sabato scorso nei cantieri Tav di San Didero e Chiomonte, dove le forze dell’ordine hanno registrato oltre 120 feriti. A Chiomonte, alcune centinaia di persone vestite di nero hanno assaltato il cantiere per oltre un’ora, lanciando pietre, bulloni, bottiglie, razzi e molotov contro gli agenti. Polizia, carabinieri e finanzieri hanno risposto con lacrimogeni e idranti, riuscendo a respingere i manifestanti.