A Chimonte
No Tav, Meloni di persona sul fronte “di guerra”: «Lo Stato non arretra, nessuna tolleranza contro i violenti»
In trincea, sul fronte di guerra: una metafora purtroppo verosimile quando ci sono di mezzo un centinaio di feriti tra operatori della sicurezza e forze dell’ordine, ma anche macerie, residui di roghi, pietre e rimasugli di ordigni che testimoniano il sabato sera di follia che i No Tav hanno scatenato con la scusa del dissenso sulla linea ferroviaria. Giorgia Meloni mette i “boots on the ground“, gli stivali sul campo di battaglia: arriva in mattinata a Chimone, nel cantiere devastato, e ribadisce, col ministro Piantedosi al suo fianco, che lo Stato c’è e non arretra, mai.
No Tav, Meloni nel cantiere devastato: “Tolleranza zero”
“Centoventi operatori delle Forze dell’Ordine sono rimasti feriti negli scontri di sabato scorso contro l’infrastruttura dell’Alta velocità Torino-Lione. Uno scenario che si vede molto bene qui dietro. Non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione, ma questo non è dissenso. Questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata e noi faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia. E chiediamo anche ovviamente a chi ne è responsabile, alla magistratura, a tutti gli inquirenti di fare il massimo del lavoro perché uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere”, dice il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video postato sui social della sua visita al cantiere di Chiomonte.
Dalle prime ore del mattino, la Polizia di Stato è impegnata, a Venaus, in controlli per identificare tutti coloro che hanno partecipato al campeggio che si è tenuto in occasione del festival dell’Alta Felicità. Al momento sono oltre 800 le persone identificate. Numeri da brivido, per la Meloni.
“Centoventi operatori di Pubblica sicurezza -ribadisce la premier- che vengono feriti meritano una presenza delle istituzioni, è la ragione per la quale stamattina siamo qui. Col ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a dire che lo Stato c’è, che non intende indietreggiare, a portare non solo la solidarietà ma la presenza a questi operatori di sicurezza costretti a presidiare questo luogo 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno, per un costo esorbitante per i cittadini, per questi presunto, diciamo, questo presunto dissenso. E anche per portare la propria presenza a chi lavora in questo luogo, agli operai, alle imprese, ai tecnici, agli ingegneri”.
La posizione di Fratelli d’Italia: una proposta di legge
“Le ennesime scene di devastazione e di aggressione alle nostre Forze dell’Ordine in val di Susa ripropongono il tema di avere strumenti normativi adeguati per punire coloro che si rendono protagonisti di atti di vandalismo e di aggressione. Non è ammissibile che oggi i violenti che aggrediscono le Forze dell’Ordine e che devastano le nostre città o non siano perseguiti, o che lo siano con pene irrisorie. Questa è la conseguenza del fatto che a fronte di tali azioni non viene riconosciuto un vincolo associativo, dato che i protagonisti di tali violenze non rispondono ad associazioni stabili e gerarchiche. Ciò però non esclude che questi atti siano comunque frutto di un’organizzazione, anche se occasionale, e che quindi gli autori vadano puniti con la stessa determinazione di chi agisce per conto di organismi strutturati, con il reato di associazione a delinquere. Per questa ragione Fratelli d’Italia presenterà una proposta di legge che punisca il vincolo associativo, anche se non stabile e gerarchico, purché coordinato. E’ ora di punire severamente chi agisce in maniera coordinata e organizzata per aggredire le nostre Forze dell’Ordine: nessuno deve più poter confidare nell’impunità o in pene lievi se agisce per aggredire le nostre donne e i nostri uomini in divisa o per mettere a ferro e fuoco le nostre città. Un modo anche per tutelare opere importanti, come la TAV, che hanno un impatto rilevante sul piano economico e sociale e che sono prese di mira da chi agisce in una sorta di illegalità diffusa, coordinata e strutturata, compiendo vere e proprie azioni di guerriglia urbana”, dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, responsabile nazionale del programma.