Aveva 81 anni
Addio a Elio Cotena, il gentiluomo napoletano con la faccia da pugni che ha cambiato la boxe italiana
Il ricordo commosso di Patrizio Oliva. Campione europeo, portò diversi pugili al successo
Se ne è andato Elio Cotena, uno dei più importanti protagonisti della nostra boxe. A darne l’annuncio, sui propri profili social, è stato il figlio Luciano, come il padre promoter di manifestazioni a carattere sportivo (tra l’altro è l’organizzatore della storica traversata natatoria Capri-Napoli, che ha ripreso nel 2003 dopo oltre un decennio di stop).
Quella faccia da pugile e il titolo europeo
Naso schiacciato, modi da gentiluomo, Cotena ha legato la propria carriera al pugilato, di cui è stato grande interprete, partecipando prima alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968 (fu eliminato agli ottavi dal sovietico Valery Plotnikov a seguito di un verdetto estremamente discusso) e poi da professionista campione europeo, cintura conquistata di fronte al proprio pubblico a Napoli il 12 febbraio 1975 (vinse per ko all’undicesima ripresa contro lo spagnolo Josè Antonio Jimenez).
Il titolo continentale fu difeso con successo quattro volte prima di essere perduto il 3 dicembre 1976 a Madrid contro Pedro Nino Jimenez (ko alla dodicesima ripresa). Appesi i guantoni, dal 1979, Cotena intraprese la carriera di organizzatore di incontri di pugilato e poi procuratore di importanti boxer come Patrizio Oliva, Sumbu Kalambay, Gianfranco Rosi e Giovanni Parisi. Portandoli tutti a grandi successi, anche se il suo “figlio pugilistico” preferito era proprio Oliva, napoletano come lui e allevato praticamente da Cotena sin dalla prima adolescenza.
Patrizio Oliva e il sogno diventato realtà
Proprio Patrizio Oliva è stato forse il successo più grande di Cotena da manager. Lo ha accompagnato alla conquista dell’oro olimpico a Mosca nel 1980 e poi nella carriera professionistica, culminata con il titolo italiano, quello europeo e poi il mondiale. E proprio Oliva ha scritto un emozionante e lungo post sui social: “Per me Elio è stato un fratello maggiore. Ricordo quando avevo 14 anni e portavo l’acqua al suo angolo. A Elio devo tantissimo- ha aggiunto l’ex iridato- perché è stato un uomo generoso, sempre pronto ad aiutare gli altri. Mi ha visto crescere in palestra e mi ha insegnato tante cose fuori e dentro dal ring”. “Insieme abbiamo condiviso un percorso straordinario- ha proseguito Oliva nel suo post- che mi ha portato al titolo italiano, europeo e mondiale. Ma il nostro percorso andava ben oltre il pugilato. Oggi ci lascia un grande uomo- ha concluso Oliva- ma il suo ricordo, i suoi insegnamenti e tutto quello che ci ha lasciato rimarranno vivi per sempre”. Un grande della nostra boxe.