Pressione sullo zar
Sanzioni alla Russia, l’Ue trova l’accordo sul 21esimo pacchetto: nel mirino banche, criptovalute e la flotta ombra di Putin
Dopo un mese e mezzo di negoziati, i Ventisette mantengono a 44,10 dollari il tetto al greggio russo. Colpite 32 banche, criptovalute e flotta ombra
Esteri - di Alice Carrazza - 23 Luglio 2026 alle 12:11
Alla fine l’accordo è arrivato, ma soltanto dopo che la proposta iniziale della Commissione europea è stata riscritta alla luce degli interessi nazionali. Gli ambasciatori dei Ventisette hanno raggiunto questa mattina, nel Coreper — il comitato degli ambasciatori degli Stati membri presso l’Ue—, l’intesa politica sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il testo sarà ora formalizzato attraverso una procedura scritta.
Il punto economicamente più rilevante riguarda il petrolio. L’Unione congelerà per dodici mesi l’attuale tetto di 44,10 dollari al barile applicato al greggio russo, sospendendo il meccanismo automatico che, a causa dell’aumento delle quotazioni internazionali, avrebbe potuto innalzarlo. La misura servirà a «privare la Russia di ingenti entrate petrolifere in un contesto di volatilità dei mercati energetici», ha spiegato un alto funzionario europea a Reuters.
Il compromesso sul Gnl russo
A sbloccare la trattativa è stato il compromesso sul trasporto del gas naturale liquefatto russo verso Paesi terzi. Negli ultimi giorni la Grecia aveva fermato l’approvazione del pacchetto, sostenendo che il divieto proposto avrebbe danneggiato le compagnie marittime europee senza ridurre realmente gli introiti di Mosca. A beneficiarne, secondo Atene, sarebbero stati soprattutto gli operatori asiatici e cinesi.
La soluzione introduce un’esenzione limitata ai contratti conclusi prima del 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa dell’Ucraina. Il trasferimento del Gnl e gli acquisti collegati potranno proseguire esclusivamente nell’ambito di quegli accordi, mentre ogni ampliamento delle operazioni da parte delle società europee sarà rigidamente circoscritto. Il Consiglio riesaminerà annualmente la deroga.
È il prezzo dell’unanimità. Dal testo sono infatti caduti altri capitoli contestati dalle capitali: il divieto di importare merluzzo e altri prodotti ittici russi, osteggiato soprattutto da Portogallo e Germania, e l’inserimento nella lista nera del patriarca Kirill, sul quale si erano concentrate le resistenze della Bulgaria.
Banche, criptovalute e flotta ombra
La stretta rimasta nel pacchetto punta soprattutto al sistema utilizzato da Mosca per finanziare e aggirare le conseguenze della guerra. Sono previste ampie restrizioni contro il settore finanziario russo, nuove misure sulle criptovalute e ulteriori sanzioni contro le petroliere della cosiddetta flotta ombra e contro le società che ne sostengono le attività.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato che saranno colpite 32 banche russe. «Per la prima volta, stiamo prendendo di mira le navi che assistono la flotta ombra della Russia», ha spiegato, rivendicando anche «un importante passo verso il divieto formale di ingresso nell’Ue per i combattenti russi». La formulazione concordata, tuttavia, prevede di preparare misure per limitare, e non bloccare automaticamente, i visti agli ex combattenti.
La nuova tranche punitiva contiene inoltre il numero più alto di sanzioni individuali inserito in un singolo provvedimento europeo negli ultimi quattro anni e nuove restrizioni commerciali destinate a ostacolare l’industria militare russa. «Aumentiamo la pressione sulla Russia», ha commentato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, indicando energia, servizi finanziari, criptovalute e commercio come i settori maggiormente colpiti. L’unità europea è stata salvata per la ventunesima volta, ma la lunga trattativa ha mostrato ancora una volta come, a Bruxelles, la linea comune debba necessariamente fare i conti con gli interessi concreti delle nazioni.