Protesta a comando
Legge elettorale, i finti anti-casta all’attacco delle firme. Nostalgia delle “liste Pippo e Paperino?” Casellati: una norma contro la frammentazione
Riforma elettorale al rush finale. Sì è concluso in Senato l’esame degli emendamenti al testo. Domani 15 settembre è calendarizzato il voto finale, con dichiarazioni a partire dalle 10. Tra le modifiche introdotte, rispetto al testo votato a Montecitorio dove tornerà il prossimo 28 settembre, l’introduzione del meccanismo delle preferenze con capolista bloccati, la cancellazione della soglia per contribuire al premio e l’aumento del numero delle sottoscrizioni per i partiti non presenti in Parlamento. Ed è su questo tema che si scatenano le proteste del centrosinistra che, stravolgendo lo spirito del testo, grida alla casta con tanto di manifestazione sotto Palazzo Madama per denunciare “il golpe”.
Riforma elettorale, domani il voto finale al Senato
In realtà l’aumento del numero delle firme necessario per presentare le liste elettorali dei partiti non presenti in Parlamento (che passa da 2000 a 6-7mila) risponde alla necessità di evitare eccessive frammentazioni nel panorama politico. Una norma contro le l”iste Pippo” come è stato ricordato anche in Aula. Una norma illustrata anche dalla ministra per le Riforme, Elisabetta Casellati. La proposta, ha spiegato ai cronisti, convinta che non ci saranno “sussulti” alla Camera, “ha l’obiettivo di far si che non ci sia frammentazione eccessiva, anti “liste Pippo”. La nuova norma risponde a una “esigenza di serietà nell’organizzazione delle liste elettorali”.
Casellati: la norma sulle firme è per evitare l’eccessiva frammentazione
L’Aula ha invece bocciato un emendamento del Pd alla legge elettorale, a firma di Andrea Giorgis, che proponeva che le firme necessarie per correre alle elezioni potessero essere raccolte “anche in modalità digitale mediante documento informatico, sottoscritto con firma elettronica qualificata”. Tra le novità introdotte al Senato anche il voto fuori sede per i caregiver familiari di una persona con grave disabilità o in condizione di non autosufficienza che operino presso una struttura sanitaria. O di un minore sottoposto ad assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico presso una struttura sanitaria. Lo ha stabilito un emendamento alla riforma presentato dalla senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli, accolto dal Governo con riformulazione.
Presidio contro la riforma sotto al Senato. Conte grida all’attacco alla democrazia
Come annunciato con rulli di tamburi, nei pressi del Senato è andata in scena la protesta delle sinistre contro le nuove regole sulla raccolta delle firme previste dalla legge elettorale. A piazza Vidoni, alla manifestazione promossa da Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato, si precipita neanche a dirlo Giuseppe Conte . Dalla piazza si levano cori “Mattarella, Mattarella”, con i manifestanti che chiamano in causa il presidente della Repubblica seguendo l’ideona del leader 5Stelle che ha rivolto un appello al Colle perché fermi “lo scempio”.
Sfilano anche Bonelli e Boccia: siamo pronti a tutto
“Sono qui e a nome del Movimento mi associo a questa manifestazione perché stiamo parlando di una norma antidemocratica, illiberale e incostituzionale”, dice il leader pentastellato. “La barriera che hanno eretto dalla notte al mattino per impedire a nuove formazioni politiche di entrare in Parlamento è addirittura oscena”. Così un Conte versione pasdaran, che minaccia “ogni battaglia possibile e immaginabile”. Al presidio si fanno vedere anche Angelo Bonelli, Francesco Boccia, il socialista Enzo Maraio e a cui si è aggregato anche Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista. Non si vede Elly Schlein che, però sarebbe stata sentita al telefono da Onorato.