Il dibattito globale
“Dall’Ai rischi esistenziali per le nostre vite. Nessuno può agire da solo”: l’appello dell’Onu a Stati e aziende
L'allarme lanciato dai vertici delle Big Tech arriva al Palazzo di Vetro. Il dibattito prosegue anche a livello di leader politici: Trump non vuole rinunciare al vantaggio competitivo. Meloni al G7 di Evian: "Quando durerà?"
L’allarme lanciato dai vertici delle Big Tech arriva all’Onu, dove le preoccupazioni per gli scenari potenzialmente distruttivi di un progresso non governato dell’Intelligenza artificiale vengono rilanciate dall’Alto commissario per i diritti umani, Volker Türk, in una lettera inviata agli Stati e alle aziende leader del settore a livello globale. Türk parla di “rischi esistenziali per ogni aspetto delle nostre vite” e avverte che “nessun Paese può governare questa tecnologia da solo” e “nessuna azienda dovrebbe poter decidere autonomamente quali rischi il mondo debba accettare”.
L’avvertimento di Meloni: “Abbiamo bisogno di una bussola morale”
Si tratta di un tema che non arriva oggi al centro dell’agenda globale e che ha visto il governo italiano tra i primi a porlo con forza, quando la premier Giorgia Meloni lo ha portato al tavolo del G7 di Borgo Egnazia, continuando poi a tenerlo alto anche nei successivi vertici. “Abbiamo bisogno di una bussola morale per non perderci e questa bussola non può che essere un ‘umanesimo tecnologico’ con l’uomo, i suoi diritti e i suoi bisogni, al centro. Ma l’umanesimo tecnologico non può rimanere un manifesto filosofico. Deve farsi azione politica”, ha detto la premier anche nel corso del recente G7 di Evian-les-Bains, in un intervento pubblicato da La Stampa. Meloni ha sollecitato i partner sulla necessità di regole condivise, invitandoli a riflettere sui rischi della manipolazione della realtà – e dunque i rischi per la democrazia -, dello stravolgimento del mercato del lavoro, dello spostamento di potere e capacità decisionali dall’uomo alle macchine. “Alcuni, qui, pensano che limitare, regolando, lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale possa compromettere il vantaggio competitivo che la tecnologia comporta, vantaggio competitivo che oggi è soprattutto occidentale. Ma siamo sicuri che durerà?”, ha chiesto Meloni, in conclusione del suo intervento.
Il nodo del vantaggio competitivo
Ed è esattamente sulla questione del vantaggio competitivo che sta puntando Donald Trump in queste ore. Non si tratta di una risposta diretta a Meloni, ma agli allarmi lanciati dal Ceo di Anthropic, Dario Amodei, dal Ceo di OpenAi, Sam Altman, e dal Ceo di SpaceX, Elon Musk, che hanno chiesto un rallentamento nello sviluppo dell’Ai, denunciandone i rischi. “L’unica ragione per cui abbiamo l’esplosione di Intelligenza artificiale e dei data center è perché gli Stati Uniti sono in vantaggio, e di tanto, su qualsiasi altro Paese. Non uccidiamo la gallina delle uova d’oro”, ha scritto Trump su Truth in uno dei numerosi post di replica agli appelli dei Ceo. In un altro ha parlato di “una cospirazione malata contro l’Intelligenza artificiale e i data center”, aggiungendo che “l’unica a esserne felice è la Cina”. “Chiunque vinca l’Ia, vince!”, ha scritto ancora Trump, che non sembra affatto toccato dalla preoccupazione che, all’orizzonte, si profili invece una sconfitta per tutti.
La lettera dell’Onu a Stati e aziende: “Dall’Ai rischi esistenziali per le nostre vite”
“I fallimenti che coinvolgono sistemi di Intelligenza artificiale agentiva, per non parlare di sistemi deliberatamente progettati in tal senso, potrebbero paralizzare i servizi essenziali, frammentare le comunicazioni, destabilizzare le infrastrutture critiche e colpire al cuore stesso delle istituzioni democratiche”, ha scritto Volker Türk, nella lettera agli Stati e alle aziende. “Siamo alla vigilia di un cambiamento irreversibile, che non riguarderà solo noi, ma anche le generazioni future dell’umanità”, ha aggiunto l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, sottolineando che “l’attuale corsa verso un’Intelligenza artificiale sempre più potente rappresenta un salto verso maggiori rischi esistenziali per ogni aspetto delle nostre vite”.
“I danni non sono ipotetici”
Secondo Türk, “intere popolazioni potrebbero essere private dell’accesso all’acqua potabile, al riscaldamento e ai servizi finanziari, e l’Intelligenza artificiale agentiva sta già accelerando il ritmo e la portata della guerra, erodendo le garanzie che ci separano dal lancio di armi di distruzione di massa”. “I danni dell’Ai non sono ipotetici: si stanno già verificando, in modo evidente”, ha aggiunto, parlando della tenuta dei servizi essenziali, dell’erosione della privacy, della disinformazione, con ciò che comporta per il dibattito pubblico, la coesione sociale, la democrazia.
L’appello a “tracciare un percorso d’azione” condiviso
“È necessario sviluppare, implementare e migliorare continuamente nel settore una solida procedura di due diligence in materia di diritti umani, che includa standard di sicurezza concordati. L’attuazione di tali standard deve inoltre essere soggetta a un monitoraggio interno indipendente per aumentarne la trasparenza e la responsabilità”, ha avvertito l’Alto commissario Onu, che, “considerata la posta in gioco e la situazione attuale”, ha invitato “gli Stati e le imprese a mobilitarsi con urgenza attraverso i forum multilaterali per tracciare un percorso d’azione volto a regolamentare i modelli di Intelligenza artificiale avanzati e di frontiera, fondati sul diritto internazionale in materia di diritti umani”. “Nessun Paese può governare questa tecnologia da solo. Nessuna azienda dovrebbe poter decidere autonomamente quali rischi il mondo debba accettare. Nessuno dovrebbe essere obbligato a rinunciare ai propri diritti umani in cambio di presunti progressi tecnologici”, ha concluso Türk, richiamando l’attenzione sul fatto che “la generazione che sta entrando nell’età adulta erediterà le conseguenze delle decisioni prese su questo tema senza aver avuto voce in capitolo. È nostro dovere garantire che tali decisioni vengano prese in modo trasparente, nel rispetto dei loro diritti e con l’umiltà che la portata di quest’impresa richiede”.