Premi, scorie e scintille
Dopo Venezia la furia di Netanyahu e dell’Idf contro “Naza”: “Scioccante e intollerabile”. E scatta un’indagine sulla fuga di notizie
Per il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa al Lido si sarebbe premiata la propaganda anti-Israele: "Falsità contro militari e comandanti". E annuncia risposte legali e la creazione di una squadra interforze e multidisciplinare sulla divulgazione non autorizzata di materiale sensibile di guerra e d'intelligence
Non c’è pace per Naza. Dopo che il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha dichiarato che avvierà le procedure per la revoca della cittadinanza ai registi Yuval Abraham e Rachel Szor, freschi vincitori del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia per il loro documentario sulla reazione di Israele contro Gaza dopo il massacro del 7 ottobre, le scorie ideologiche lasciate dal festival della Laguna e dal palmares che ha chiuso l’agone di celluloide continuano a provocare accese reazioni sul piano internazionale, a partire da Tel Aviv.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha definito «scioccante» e «intollerabile» il documentario Naza, vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia. «Ne ho sentito parlare, ed è scioccante», ha detto il premier in un video di circa un minuto pubblicato sui social. «Stiamo combattendo in tutto il mondo contro l’incitamento antisemita, ma quando viene da dentro di noi, è intollerabile».
“Naza”, dall’altare del premio di Venezia alle polveri dell’Idf
Un’opera che, al netto della presentazione e del riconoscimento del Lido, lungi dall’essere accolta come semplice espressione artistica, è stata duramente stroncata ancora in queste ore dal capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, che ha parlato apertamente di un vero e proprio «attacco allo Stato di Israele». Zamir ha accusato la pellicola di «distorcere la realtà in modo deliberato» e di fondarsi su «calunnie e accuse gravi e false contro soldati e comandanti».
Il capo dell’Idf: «Naza distorce la realtà»
Stando a quanto presentato dai suoi realizzatori e emerso dalla kermesse veneziana, il lavoro dei due registi si basa sulle testimonianze di 24 appartenenti all’Unità 8200 – il reparto di intelligence delle Idf – con dichiarazioni legate a presunti crimini di guerra ed esecuzioni mirate nella Striscia di Gaza. Ricostruzioni che il vertice delle forze armate respinge con fermezza. Definendole menzogne e moderne riedizioni di accuse diffamatorie contro chi combatte in prima linea.
«Contro i soldati accuse gravi e false»
E dichiarando espressamente: «L’esercito israeliano non permetterà che i soldati delle Idf vengano presi di mira con menzogne e calunnie e userà ogni strumento a sua disposizione» a tutela di verità e dignità. E sottolineando come l’esercito operi «nel pieno rispetto del diritto internazionale, del proprio codice etico e dei propri valori, ed è in prima linea negli sforzi per mitigare i danni ai civili non coinvolti».
Idf ordina un’indagine sulla fuga di notizie per “Naza”
Di più. Di fronte alla gravità della situazione, il generale Zamir ha disposto l’apertura immediata di un’indagine sulla fuga non autorizzata di materiale militare classificato e utilizzato nella produzione dell’opera. Tanto che, al termine di un vertice con i principali comandi dello Stato Maggiore, del Procuratore Generale Militare e dell’Intelligence, l’Idf ha annunciato la creazione di una squadra interforze e multidisciplinare.
«È un attacco contro Israele: l’esercito userà ogni mezzo a sua disposizione contro di esso»
L’obiettivo dichiarato e rilanciato da Zamir è contrastare la narrazione ostile e studiare ogni possibile azione legale, di comando e di diplomazia pubblica nei confronti del docu-film e delle persone coinvolte nella sua realizzazione. Ribadendo quindi: «Un simile tentativo deve essere contrastato con decisione, utilizzando ogni strumento a nostra disposizione».