Non era uno scoop
Nessuna ombra sul Colle, Mattarella silenzia Travaglio: “Grazia legittima alla Minetti, scritte cose non vere”
Il Colle commenta, con legittima soddisfazione, la decisione della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano di non riaprire il fascicolo sulla grazia concessa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti, l’ex consigliera regionale di Forza Italia condannata per vicende legate agli anni di frequentazione di Silvio Berlusconi. In una nota, il Quirinale prende atto che “l’Autorità giudiziaria competente ha condotto gli accertamenti, richiesti dalla Presidenza della Repubblica e sollecitati dal ministero della Giustizia, sulla asserita infondatezza delle condizioni che hanno portato alla concessione della grazia“. Per ricavarne un giudizio definitivo, rispetto alle accuse formulate da alcuni media, “Il Fatto Quotidiano” di Marco Travaglio in primis.
Mattarella conferma la decisione sulla grazia alla Minetti e chiude il caso con Travaglio
“La Procura Generale, su presunti fatti raffigurati in notizie di stampa, ha disposto accurate verifiche in ogni direzione necessaria, per il tramite degli organismi di Polizia italiani e dell’Interpol, giungendo alla conclusione che essi non corrispondono al vero. Il Presidente della Repubblica, che aveva chiesto pubblicamente al ministero della Giustizia – che ringrazia per avervi sollecitamente provveduto – di far disporre nuovi accertamenti, ha preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella Magistratura”, è scritto in un comunicato diffuso dal Quirinale.
“Si ricorda –per corretta e autentica informazione– che, da oltre undici anni, quando una domanda di grazia è accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il Presidente della Repubblica – puntualizza la nota – concede abitualmente la grazia, senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia”.
Il Quirinale: “Comportamento corretto”
“Per opportuna informazione va aggiunto che, per il decreto di grazia in questione, il Quirinale non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza: nella maggior parte dei casi di concessione di grazia non viene emesso comunicato da parte del Quirinale, in ragione della presenza di dati sensibili –malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati– che vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione”.
“Per offrire un preciso elemento di valutazione, nel mandato presidenziale in corso -conclude la nota- da oltre quattro anni sono state concesse 42 grazie: per 12 di esse vi è stato un comunicato che le ha rese note, mentre non vi è stato comunicato per 30 casi perché questi coinvolgevano dati sensibili. La Presidenza della Repubblica osserva il rispetto del divieto della loro diffusione”.