La Turrita d'Oro
Lepore senza vergogna, Bologna premia il sindaco di Ny Mamdani. FdI: “Per quali meriti? Essere musulmano e socialista?”
Corrispondenze d’amorosi sensi? Provincialismo progressista? Mania esterofila? “Incomprensibile la scelta del sindaco Lepore di conferire la Turrita d’Oro al sindaco di New York Zohran Mamdani. Non si comprende quali legami possano esserci tra il primo cittadino d’Oltreoceano e la nostra Bologna”. Così in una nota il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia commentando l’ultimo fuor d’opera del primo cittadino dem.
Lepore premia il sindaco di New York Mamdani
”Lepore continua a conferire onorificenze a persone che poco o nulla c’entrano o hanno donato alla nostra Città mentre la sua maggioranza ha negato pochi giorni fa la proposta di Fratelli d’Italia di conferire il Nettuno d’Oro a Kimi Antonelli. Un nostro giovane concittadino che ha sta portando l’Italia e Bologna in alto nel mondo dello sport”. Probabilmente – conclude la nota – per la sinistra che governa Bologna conta di più essere socialista e musulmano, come Mamdani, piuttosto che essere un campione bolognese”. Come se non bastasse anche una nota procedurale. “Ci chiediamo e chiediamo esattamente al sindaco cosa sia la Turrita d’Oro. Dato che si tratta di una onorificenza abolita nel 2018 e che non è più contemplata nel regolamento comunale in materia”.
FdI: per quali meriti? Essere di sinistra e musulmano?
Burocrazia a parte la scelta di Lepore è chiara. La cortesia è ampiamente ricambiata dal primo cittadino della Grande Mela che, in videocollegamento all’apertura del Bologna Portici festival, non si sottrae al rito anti-governativo della grande famiglia progressista. “Con l’autoritarismo in crescita in tutto il mondo – ha detto Mamdani, ringraziando per il premio – dobbiamo essere uniti nel nostro obiettivo comune di un governo solidale, competente e orgogliosamente di sinistra”. Orgoglio, retorica e tanta demagogia a basso costo.
Mamdani ringrazia con un comizietto anti-Meloni
“Questo premio è particolarmente importante perché arriva da Bologna che ha una forte tradizione di questo stile di governo. Da Francesco Zanardi che creò i negozi di generi alimentari comunali a Giuseppe Dozza che avviò i servizi pubblici per l’infanzia, a Renato Zangheri che rese gratuito il trasporto pubblico. Questo – dice un sorridente Mamdani – suona molto simile a ciò che stiamo cercando di realizzare qui a New York. Questa storia dimostra che idee socialiste audaci non sono né nuove né impossibili, stiamo solo costruendo su ciò che è stato realizzato altrove”.
Lepore: abbiamo trovato molte affinità
Lepore, che in casa non se la passa benissimo, va in brodo di giuggiole. “Quando, alcuni mesi fa, ho incontrato la nuova Amministrazione di New York per invitare il sindaco a Bologna – dice Lepore – abbiamo trovato molte affinità. Dalle iniziative per la lotta alla povertà tramite gli empori solidali, le cucine popolari e i nostri servizi municipali per il welfare, al forte sostegno per un trasporto pubblico accessibile. Oggi, insieme al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, rilanciamo questa amicizia e sfida, in occasione del Festival dei Portici e dei 110 anni dalla fondazione a Bologna della Lega dei comuni socialisti”.
Lega: che cosa ha fatto concretamente per la città?
Propaganda allo stato puro. Anche la Lega denuncia il mega-spot confezionato dal sindaco di Bologna. “Quali sarebbero i meriti straordinari nei confronti di Bologna? Essere di sinistra? Essere islamico? Cosa ha fatto concretamente per la nostra città per meritare il massimo riconoscimento civico?”. Così il consigliere del Carroccio Matteo Di Benedetto. “Dalle sue stesse parole emerge che il premio viene assegnato per affinità ideologica. Perché è di sinistra, perché condivide una certa visione politica, perché richiama esperienze socialiste del passato. Non certo per risultati ottenuti a favore di Bologna. Siamo di fronte all’ennesima operazione propagandistica dell’amministrazione Lepore, che utilizza una prestigiosa onorificenza cittadina per mandare messaggi politici. Una scelta surreale, lontana dai problemi reali dei bolognesi e sempre più simile a una celebrazione dell’internazionale della sinistra che a un riconoscimento istituzionale”.