Tra bufale e verità
Pesci che mordono nel Cilento, l’esperto dà ragione al “Secolo”: nessun allarme, basta con le “fake news”
I pesci che mordono i bagnanti nel Cilento? Un fenomeno più mediatico che balneare, che già lo scorso anno era stato denunciato con titoloni allarmanti sui giornali. Poi le fritturine di pesce e gli Spritz misero fine a quello che era più un chiacchiericcio su episodi poco più che fastidioso, che panico da “squalo” in mare alla Spielberg. Anche quest’anno – dopo un paio di notizie molto enfatizzate – si può dire che c’è poco da preoccuparsi e in gran parte si tratta di “fake news”, come oggi ha spiegato un famoso biologo sulle pagine di Fanpage.
Tante inesattezze “nuotano” nei mari dell’informazione web, come abbiamo scritto sul “Secolo” due giorni fa, anche sul tipo di pesce colpevole: nessun barracuda o pesce balestra, ma semplici saraghi da fondali bassi, in grado solo di determinare la fuoriuscita di qualche goccia di sangue, a meno che la pelle sottile degli anziani non la favorisca. Roba da cerottino o poco più, meno frequenti di una ferita da riccio sotto i piedi. “Lo scorso anno scienziati autorevoli – abbiamo scritto ieri – avevano sentenziato che il colpevole, in realtà, sarebbe il sarago sarago maggiore (Diplodus sargus, nella foto in alto), non il comune sarago in senso generico. Misura venti centimetri, si muove anche in acque basse e ha i dentini affilati, da vampirello, il che provoca le ferite sanguinanti ma non certo emorragie tempestose. Uno studio delle Università di Catania, del Salento e di Torino ha identificato per la prima volta scientificamente questa specie come autrice dei morsi ai bagnanti nel Mediterraneo. In letteratura scientifica, la biologia marina, vengono descritti solo tre casi documentati, tutti con ferite agli arti inferiori.. Roba da cerottino, o poco più. Ma in grado di rovinare l’estate ai bagnanti e magari anche agli operatori balneari del Cilento…”.
Pesci che mordono nel Cilento, la scienza: nessun allarme, sono piccoli saraghi
Secondo Francesco Tiralongo, ittiologo dell’Università di Catania, “bisogna evitare allarmismi e ricostruzioni fantasiose”, spiega a Fanpage.it. “Si parla di pesci balestra, barracuda o addirittura di specie aliene, ma senza alcuna prova. Al momento non conosciamo con certezza nemmeno quale specie abbia provocato le ferite registrate nel Cilento… Forse sono saraghi maggiori (Diplodus sargus). Nella maggior parte dei casi si tratta di ferite limitate, spesso localizzate in corrispondenza di piccole escoriazioni, punture di zanzare o lesioni già presenti sulla pelle. Generalmente è sufficiente uscire dall’acqua, disinfettare la ferita e monitorarla… I saraghi frequentano abitualmente i fondali bassi e da sempre si avvicinano alle persone incuriositi dai movimenti dei piedi sulla sabbia, che possono far emergere piccoli invertebrati di cui si nutrono. I saraghi frequentano abitualmente i fondali bassi e da sempre si avvicinano alle persone incuriositi dai movimenti dei piedi sulla sabbia, che possono far emergere piccoli invertebrati di cui si nutrono. Di solito questi contatti si limitano a lievi pizzicotti quasi impercettibili”, chiarisce l’esperto, che parla di “lesioni di modesta entità, ma in alcuni casi particolari possono effettivamente provocare sanguinamento e costringere i bagnanti a ricevere cure mediche”. Il cerottino, appunto, o poco di più. Nulla di paragonabile, per esempio, a un “tocco” di medusa che – quello sì – può davvero fare male e creare gonfiori e irritazioni importanti.