In testa la dem Moretti
Il nuovo nemico della sinistra è nel bicchiere: euro-crociata contro il vino. Torna la stretta su etichette e pubblicità
Il nuovo nemico della sinistra è nel bicchiere. Il Piano europeo contro il cancro riapre lo scontro sull’alcol. Fiocchi e FdI difendono la distinzione tra consumo e abuso
La sinistra europea ha trovato un nuovo terreno di battaglia: il bicchiere di vino. Prima le etichette terrorizzanti come sui pacchetti di sigarette, ora nel mirino pubblicità e sponsorizzazioni. A Bruxelles torna lo scontro sulle politiche contro l’alcol nell’ambito del Piano europeo contro il cancro. A guidare la crociata il fronte progressista, che spinge per una definizione del vino quasi al livello dei paesi arabi, dove è al bando per motivi religiosi. A fronteggiare la nuova stretta su uno dei prodotti simbolo dell’agricoltura e della cultura mediterranea FdI ed Ecr che promettono battaglia.
Il vino torna nel mirino a Bruxelles
L’impostazione più restrittiva parte dai rischi per la salute legati all’alcol e punta a intervenire anche sull’informazione ai consumatori e sulla promozione commerciale.
Il nodo politico è quello già emerso in passato: combattere l’abuso significa mettere sotto accusa anche il consumo moderato? Per il settore italiano restrizioni alla pubblicità e alle sponsorizzazioni e avvertenze più incisive sulle bottiglie inciderebbero inevitabilmente sulla comunicazione delle aziende con danni economici incalcolabili.
Moretti e il paradosso del Veneto
Tra i protagonisti del dossier, calendarizzato a novembre a Bruxelles, c’è Alessandra Moretti, eurodeputata veneta del Pd e relatrice ombra per S&D. Il fronte progressista insiste sulla necessità di fornire ai consumatori informazioni basate sulle evidenze scientifiche relative ai rischi dell’alcol. Ma la provenienza di Moretti aggiunge una nota inevitabilmente ironica. Viene dal Veneto, dove il vino non è soltanto cultura e tradizione: è industria.
Nel 2025 la produzione vitivinicola regionale ha sfiorato 1,8 miliardi di euro e l’export ha raggiunto circa 2,9 miliardi, quasi il 38 per cento delle esportazioni vinicole italiane. Un bizzarro paradosso per un’esponente della terra del Prosecco, dell’Amarone, del Soave e della Valpolicella: qui il vino significa anche aziende, lavoro ed export.
FdI alza il muro: Fiocchi, Picaro e la linea Lollobrigida
Sul fronte opposto c’è Fratelli d’Italia. Pietro Fiocchi, eurodeputato di relatore ombra ECR sul Piano europeo contro il cancro segue direttamente il dossier per i Conservatori nella commissione Sanità e ribadisce la linea: distinguere consumo e abuso e respingere misure indiscriminate contro il comparto.
Sul più ampio fronte che incrocia salute, alimentazione e stili di vita c’è anche Michele Picaro, eurodeputato FdI e componente della commissione Sanità. La posizione politica era già stata scandita dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che nel febbraio 2025, parlando delle etichette sanitarie sul vino, attaccò: «È semplicemente una follia, questo tentativo di criminalizzazione del vino».
L’Irlanda ha già fatto da apripista
A dimostrare che la questione delle etichette non è astratta c’è l’Irlanda. Dublino ha previsto sulle bevande alcoliche avvertenze sul legame tra alcol e tumori e sulle malattie epatiche.
L’entrata in vigore, inizialmente prevista nel 2026, è stata rinviata al 2028. Un precedente che preoccupa il settore perché mostra il possibile punto d’arrivo delle politiche più restrittive: avvertenze sanitarie direttamente sulle confezioni.
Il nemico della sinistra ora è nel bicchiere (di vino)
FdI si era già mobilitata nel 2024 contro la campagna ospitata all’Europarlamento che utilizzava il Bacco di Caravaggio per sensibilizzare sui rischi dell’alcol. Lollobrigida ironizzò sulla scelta dell’immagine. E nel 2022 lo stesso Fiocchi partecipò alla battaglia sugli emendamenti al precedente rapporto europeo contro il cancro, quando il centrodestra rivendicò la distinzione tra consumo nocivo e consumo di alcol.
Dietro una bottiglia ci sono territori, cantine, occupazione, esportazioni e tradizioni secolari. Ma pare che la sinistra italiana se ne sia dimenticata.