Il sessismo dei compagni
Tredici uomini, una sola donna: è il “campo maschio” di Palermo. Una fotografia umilia il centrosinistra
“Emma Bonino lo diceva sempre: il problema non sono tanto le quote di genere ma il fatto che nel 2026 venga considerato normale che ad un tavolo, ancor più se di forze progressiste, ci sia seduta una sola donna”, è lo sfogo, sui social, di Palmira Mancuso, unica donna invitata e seduta al tavolo del centrosinistra, che da campo largo da oggi diventa “campo maschio”, sulla base di quanto documentato sui social di una riunione tenutasi nei giorni scorsi a Palermo in vista delle regionali.
Dopo la bufera sul tavolo “sessista”, la Mancuso ha precisato. “Non chiediamo posti al tavolo in quanto donne o per fare immagine, ma perché è inconcepibile che metà della popolazione venga considerata un optional nei consessi in cui si deve decidere sul futuro, della Regione Sicilia come del Paese. Sono certa che la polemica innescata da questa foto possa fare solo bene al centrosinistra e aprire una riflessione più che mai necessaria, anche nel nostro schieramento”. Tredici a una, ma se si contassero anche i “body guard” alle spalle, in piedi, il conteggio sarebbe ancora più devastante: 15 a una.
Il tavolo sessista di Palermo e la denuncia delle donne
La foto con la “solitaria” Palmira Mancuso, coordinatrice regionale di +Europa, ha scandalizzato prima di tutto un’altra donna, Marika Cirone Di Marco, della direzione nazionale del Pd, su Facebook. «Le battaglie per la doppia preferenza di genere e il riequilibrio delle giunte – osserva – non hanno cambiato le abitudini dei partiti nella scelta dei vertici». Al vertice avrebbe dovuto esserci Diletta Nuzzo, portavoce di Possibile, ma non ha potuto. Sarebbe stato dodici a due, nel caso. «Non ci saranno troppe donne?», ha commentato Mila Spicola, già dirigente nazionale del Pd.
Sotto il post della Mancuso i commenti sono feroci. “Di progressista rimane il nome solamente”, “Poveri piccoli maschi”, “Che mestizia”. E la Schlein? Tace, strano, eh?