A Viareggio
La profezia di La Russa: “Giorgia Meloni andrà al Quirinale e sarà un bene per l’Italia”
Giorgia Meloni presidente della Repubblica? “Secondo me lo diventerà, magari la prossima volta e non questa”. Ignazio La Russa, presidente del Senato, intervistato da Augusto Minzolini all’Estate del principe a Viareggio, vede un futuro al Quirinale per l’attuale presidente del Consiglio: azzarda una previsione su Meloni al Colle, ma non sui tempi.
La Russa e la Meloni al Quirinale
“Quando, non lo so. Ma se un giorno Meloni diventasse presidente della Repubblica sarebbe un grande bene per l’Italia. Non credo voglia farlo adesso ma non c’è nessuna ragione che possa suonare come allarme”, dice La Russa nel corso della kermesse politica di Viareggio. Secondo il presidente del Senato, “anche una fetta del centrosinistra” ne sarebbe felice. L’esponente di Fratelli d’Italia non si considera un candidato alla successione di Sergio Mattarella. La presidenza della Repubblica “non è una cosa che io potrei reggere”, è un ruolo, “mi perdoni il presidente della Repubblica, un po’ ingessato, un po’ chiuso”.
Il pareggio non fa bene a nessuno
Pareggio alle elezioni? “Io dico che l’Italia ha bisogno di un governo, a Fratelli d’Italia potrebbe convenire tutto, perfino di perderle le elezioni, di farli sbattere in due anni, perché un’accozzaglia come quella del campo largo non si è mai vista… quella che cadde con Prodi era meno accozzaglia di questa”, aggiunge La Russa, all’Estate del principe.
“Noi vogliamo vincere le elezioni, ma non converrebbe all’Italia il pareggio – aggiunge -. Prima l’Italia, poi un filo dopo l’interesse del partito. Se è così, se l’interesse dell’Italia viene prima, un pareggio non va bene. Potrebbe andar bene a un partito, persino a noi potrebbe andar bene, per non entrare in nessun governo e vedere di nuovo di nascosto l’effetto che fa, ma non converrebbe all’Italia, che ha bisogno di stabilità”.
Capitolo legge elettorale:
“Immaginare che arriva una norma” come la legge elettorale “e nessuno presenta gli emendamenti non è mai capitato. Quello che capita di frequente è che poi alla fine il primo testo licenziato viene riconfermato, ma in questo caso il primo testo confermato è passato per un voto con gravi disattenzioni della maggioranza”, dice La Russa facendo riferimento alla bocciatura dell’emendamento sulle preferenze. “Alcuni ministri addirittura non hanno votato, presiedeva uno di centrodestra, non presiedeva uno di sinistra, non presiedeva il presidente della Camera” facendo in modo che “il vicepresidente di centrodestra votasse”. “Io sono convinto che se ripresenteranno” l’emendamento sulle preferenze “è possibile che questa volta senza voto segreto, il che costringe tutti a metterci la faccia, si vede chi è favorevole e chi è contrario veramente. Bocciare una legge non è come bocciare un emendamento”, conclude La Russa.
Il sindaco di Milano
“Ce ne sono tanti” profili candidabili come sindaci a Milano, “non è come cinque anni fa che non c’era nessuno. Si tratta di scegliere quello giusto e la mia idea è di sceglierli tutti, cioè di sceglierne uno ma con l’apporto vero, solidale, operativo di tutti gli altri o di quasi tutti gli altri. E allora io ho detto: scelgano a Roma tra” La Lumia, Spada, Civita e tra i politici Lupi, Sardone, Tatarella, “ma voi vi impegnate che chiunque verrà scelto, politico o civico che sia, a fare squadra insieme. Quindi sono molto fiducioso e penso che questa volta a Milano ci sono le possibilità di vincere”.
La Nazionale e Pirlo
l problema” di Andrea Pirlo come ambasciatore del provider russo di scommesse dalla Figc “lo dovevano già conoscere, quindi se non l’hanno tenuto in considerazione vuol dire che non è un problema. Escludo che una persona accorta come Malagò non sapesse di questo”, conclude il presidente del Senato.