Il caso
Villa Pamphili, l’ordinanza della Corte d’assise che manda Kauffmann in ospedale, ma l’americano rifiuta ancora le cure
Il Secolo pubblica in esclusiva l'atto con il quale la presidente Paola Roia sospende il processo. Il presunto autore degli omicidi si comporta da manipolatore
Un’ordinanza di trentuno pagine con la quale la Corte d’Assise di Roma decide per il ricovero in una struttura psichiatrica di Francis Kauffmann, alias Relax Ford, il presunto autore dell’omicidio della compagna e della figlioletta lo scorso giugno a Villa Pamphili. E nella quale la presidente della Corte, Paola Roia, motiva la sua decisione.
L’ordinanza
La presidente Roia ricorda in premessa che, “il 12 luglio 2025 all’ingresso in carcere, Francis Kauffmann non presentava alcuna alterazione psichiatrica”. Solo il 4 novembre, Kauffmann iniziava a riferire contenuti bizzarri, “affermando di essere Gesù Cristo, E idee persecutorie.
Per il medico del carcere, gli episodi di scompenso sarebbero dovuti a “un disturbo dell’adattamento” compatibile con l’isolamento in carcere. Nella relazione, si fa presente che esiste una sorta di barriera linguistica, giacché vi è l’impossibilità di interloquire in lingua inlgese con il detenuto.
La perizia
Kaufmann destinato ad una struttura psichiatrica, processo sospeso ma resta detenuto “Su un piano più specificamente descrittivo, la fenomenologia clinica di quanto ha potuto osservare e ascoltare durante le 5 ore e mezzo di colloquio, risulta parimenti del tutto assimilabile a quella di decine di casi di pazienti con disturbi psicotici acuti, con i quali lui stesso si è imbattuto, in contesti quali le Unità di Pronto Soccorso ospedaliero e i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura. Evidenzia tale aspetto per sottolineare che, evidentemente, un paziente interessato da un disturbo psicotico acuto non si reca spontaneamente e autonomamente presso uno studio psicoterapeutico privato, mancando la consapevolezza di malattia”, scrive la presidente Roia.
Cita più volte le conclusioni del perito del Pm, Stefano Ferracuti, secondo il quale, però. Kauffmann potrebbe partecipare al processo. Feracuti nega la presenza di componenti deliranti. ” A tale esito interpretativo giunge tenendo in considerazione diversi fattori, tra cui, in primis, l’innegata – nonché innegabile – ideazione con contenuti megalomanici, caratterizzata da frammenti scoordinati di pensiero incentrati su temi di grandiosità, persecutorietà e genericamente fantastici che interessano FORD Rexal. Tali elementi, tuttavia, non consentono di concludere nel senso di un sistematizzato insieme delirante, non essendosi osservate nel FORD allucinazioni di sorta, né gli stessi consentono di incidere sulle funzioni psicologiche elementari del periziando, il cui stato di coscienza è da ritenere comunque integro”.
La parte civile
La Corte d’assise prende in considerazione le conclusioni dei periti della parte civile, Roberta Bruzzone e Antonio Caputo, per i quali invece l’americano starebbe mettendo in piedi una vera e propria simulazione. Per Roia, però. “Bruzzone non ha le competenze nel merito non lavorando in una struttura psichiatrica pubblica” e quindi respinge in toto la tesi della simulazione. Da qui la decisione di mandarlo in ospedale, dove si trova da martedì scorso.
Continua a rifiutare i farmaci
Kauffmann dice si al ricovero e lascia il carcere. A luglio si decide se riprendere il processo – Secolo d’Italia e assume un atteggiamento manipolatorio nei confronti del personale medico, alternando momenti di “seduttività” a frasi minacciose. E’ piantonato h24 dalla polizia penitenziaria, ma rischia di far saltare il processo.
Leggi anche
Ultima notizia
Convegno in Senato
Il Mediterraneo cambia asse, la Sicilia torna ad essere crocevia strategico per l’Italia e per l’Europa
Politica - di Alice Carrazza