Delitti di Villa Pamphili
Kauffmann dice si al ricovero e lascia il carcere. A luglio si decide se riprendere il processo
L'uomo aveva sempre rifiutato le cure. Entro trenta giorni la relazione per poter capire se il processo continuerà
Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, ha lasciato il carcere di Regina Coeli di Roma martedì 12 maggio. L’uomo accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della loro figlia Andromeda nel giugno 2025 a Villa Pamphili, dopo delle prime reticenze, ha accettato di seguire i sanitari per raggiungere l’ospedale Santo Spirito di Roma e curare il “disturbo psicotico acuto e transitorio” diagnosticato nelle settimane precedenti dai periti nominati dalla Corte, Giovanni De Girolamo e Sara Pezzuolo, che lo hanno visitato. Fino a martedì si era rifiutato di eseguire l’ordine della Corte d’Assise.
Cosa succede ora
Entro luglio la Corte d’Assiste terrà un’altra udienza per vedere se il disturbo psicotico transitorio sarà passato e se Kaufmann potrà partecipare al processo. Per i periti della Corte ha una psicosi carceraria, dovuta all’isolamento prolungato. Per quelli del Pm e della difesa la situazione è diversa. Per Stefano Ferracuti(forse il più grande psicopatologo forense italiano), consulente del pubblico ministero, l’atteggiamento dell’americano ostacolava la continuazione del dibattimento a cui poteva comunque partecipare. Roberta Bruzzone, consulente di parte civile, lo definisce un simulatore.
Normale e poi delirante
Kaufmann, dopo avere pianificato tutto il delitto, almeno secondo l’accusa, tentato la fuga in Grecia verso gli Stati Uniti, è stato poi arrestato. Nei primi mesi è apparso normale, ha partecipato ad alcune udienze e con l’avvicinarsi della perizia ha iniziato a delirare. Probabilmente solo un caso.
Possibile che siano nominati altri periti
Se il disturbo psicotico passerà, Kaufmann dovrà essere valutato se capace di intendere al momento dei fatti. A quel punto sia il Pm che la parte civile potrebbero chiedere alla Corte di nominare periti diversi, per non infrangere una terzietà che, ovviamente, non sarebbe frutto della serietà dei due professionisti. Kaufmann non ha mai dato segni di squilibrio in passato. Da qualche mese, probabilmente per un lungo e immotivato isolamento, delira, dice di “essere Gesù e di avere dipinto la Cappella Sistina”, che ci sono “altri me che hanno commesso quell’omicidio”. Potrebbe essere la sindrome di Ganser, che si sviluppa proprio in condizioni carcerarie a causa della detenzione isolata. Che magari poteva essere evitata. O potrebbe essere, senza la stessa nobiltà, un nuovo Tommaso Campanella, il grande filosofo che per sfuggire alla morte decretata dal Sant’Uffizio, si finse pazzo salvandosi. Ma senza avere ucciso nessuno.
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