Il caso
Villa Pamphili, Kaufmann destinato all’ospedale Santo Spirito, ma la difesa si appellerà
Il presunto autore degli omicidi della compagna e della figlioletta rifiuta il ricovero e si appella a una sentenza della Consulta
Come anticipato dal Secolo, Francis Kaufmann, il presunto autore degli omicidi di villa Pamphili, rifiuta il ricovero nella struttura psichiatrica, ma sarà trasferito, per volontà della presidente della Corte d’Assise, all’Ospedale Santo Spirito.
La vicenda
Francis Kaufmann, il presunto killer della compagna e della figlia (i due corpi senza nome rinvenuti a Villa Pamphili nel giugno 2025), sarà sottoposto a ricovero obbligato — e piantonato — presso il reparto psichiatrico del Santo Spirito. Non è una misura trattabile, bensì una disposizione della presidente della prima Corte d’Assise Paola Roja che, in virtù della diagnosi di “disturbo psicotico acuto e transitorio” dell’imputato, ha sospeso il processo e stabilito il suo ricovero urgente per poterlo poi sottoporre alla terapia farmacologica che, teoricamente, dovrebbe ricondurlo alla lucidità e dunque al dibattimento. Sul filo di una perizia psichiatrica controversa — quella del professor Giovanni De Girolamo — lo pseudo regista statunitense è riuscito, per ora, a sottrarsi al dibattimento. Mentre fuori si dibatte sulle sue abilità manipolatorie, messe in campo con successo più e più volte, a Rebibbia Kaufmann può tornare a sperare.
La difesa ricorrerà al giudice tutelare
E’ assai probabile, però, che sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale del 2025, la difesa dell’americano si appellerà al giudice tutelare. Che dovrà successivamente convalidare o meno il ricovero e che deciderà, su richiesta della parte, nel giro di 24-48 ore.
La guerra delle perizie
Per Stefano Ferracuti, consulente del Pm, Kaufmann può partecipare al processo e il suo stato psicotico, mai registrato prima, sarebbe da imputare all’isolamento carcerario. Roberta Bruzzone, consulente della parte civile, considera invece il sedicente regista statunitense, “un simulatore”, che sta “cercando in tutti i modi di sabotare il processo”. Ora la decisione della presidente della Corte e la possibile reazione da parte dei legali. Nell’attesa di sapere quando e se potrà riprendere il dibattito in aula.
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