Tragedia nella tragedia
Maldive, morto un sub che cercava gli italiani dispersi. Revocata la licenza alla nave che li trasportava
Le ricerche sono riprese alle prime luci del giorno nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, dove otto sommozzatori, della Guardia costiera stanno cercando di raggiungere il punto in cui sarebbero rimasti intrappolati i quattro sub italiani ancora dispersi dopo l’incidente avvenuto giovedì scorso.
Le immersioni si concentrano all’interno di un sistema di caverne sommerse che scende fino a circa 60 metri di profondità. I primi due operatori erano entrati in acqua per individuare con precisione il punto d’accesso alla grotta. Durante l’intervento, uno di loro, militare delle Forze di Difesa Nazionali delle Maldive è morto dopo essere riemerso in condizioni critiche ed essere stato trasportato d’urgenza in ospedale.
Gli altri si alterneranno nelle prossime ore per tentare il recupero dei corpi. A seguire le operazioni, a bordo dell’unità di supporto “Ghazee”, ci sono anche l’ambasciatore italiano a Colombo Damiano Francovigh e la console onoraria a Malé Giorgia Marazzi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha infatti disposto che la Farnesina continui a monitorare direttamente le attività di recupero e l’assistenza ai familiari delle vittime e ai connazionali presenti sull’isola.
Il recupero di Gianluca Benedetti
Il primo corpo recuperato è quello di Gianluca Benedetti, istruttore e capobarca padovano. È stato trovato all’interno della grotta sommersa a circa 50 metri di profondità, con la bombola completamente scarica. Un elemento che rafforza una delle ipotesi al vaglio degli investigatori: il gruppo potrebbe non essere riuscito a uscire dalla cavità prima dell’esaurimento dell’ossigeno.
Le ricerche erano state sospese nelle ore precedenti a causa del mare agitato e della scarsa visibilità. Secondo le autorità locali, gli altri quattro corpi potrebbero trovarsi nella parte finale del sistema di grotte, ancora più in profondità.
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