La mattanza di Pola
Strage di Vergarolla, una verità attesa da 80 anni. Un evento a Roma torna a puntare i riflettori su un massacro dimenticato
L'iniziativa nella capitale rivisita il contesto e ripercorre le tappe di un terribile e ancora poco conosciuto episodio della storia d'Italia
Si è svolta ieri (mercoledì 27 maggio) a Roma, in Via delle Terme di Traiano, la conferenza intitolata “Strage di innocenti. Vergarolla 1946-2026. Ottant’anni in attesa della verità”. L’appuntamento, promosso dal Comitato 10 febbraio in collaborazione con l’associazione “La Comunità-gli Amici del Parco”, è stato organizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario di un evento drammatico e troppo poco conosciuto: la strage di Vergarolla, consumatasi sulla spiaggia di Pola il 18 agosto 1946.
Strage di Vergarolla: ottant’anni in attesa della verità
Quella di cui ripercorriamo i passi è una delle pagine più terribili della storia d’Italia, che vide la morte di oltre 100 persone, dilaniate dall’esplosione di vari ordigni bellici che si trovavano da tempo sulla spiaggia di Pola. Si riteneva fossero inattivi e quindi non pericolosi. Qualcuno però li ha innescati e sono esplosi nel giorno in cui il luogo era affollatissimo per lo svolgimento di una gara di nuoto.
La verità sull’accaduto e sulle responsabilità di tale spargimento di sangue non si è mai saputa. Oltretutto, a ragione, diversi storici ritengono che proprio la strage di Vergarolla sia stata la molla che ha spinto gran parte degli italiani di Pola ad abbandonare le loro case e a divenire esuli.
La memoria di Pola rivive a Roma
Fortemente voluto dalla vice presidente del C10F, Francesca Carpenetti, l’incontro di ieri ha inteso innanzitutto inquadrare il contesto storico di un evento tanto drammatico quanto troppo poco conosciuto e approfondito. Coordinati dal responsabile di Lucca del C10F, Sandro Righini, i lavori sono stati aperti dal Presidente nazionale del Comitato 10 febbraio Silvano Olmi, che ha innanzitutto fatto presente che lo scopo dell’iniziativa è «fare luce sulla prima orribile strage della Repubblica italiana». Ricordando poi contestualmente i vari progetti di sensibilizzazione e approfondimento anche culturale e storico che l’associazione sta portando avanti su tutto il territorio (tra essi la manifestazione patriottica “Una rosa per Norma”, le Panchine tricolori e lo Scaffale del Ricordo).
Ancora ignoti i nomi dei responsabili della strage
«Abbiamo voluto organizzare un momento di approfondimento e memoria per ricordare le vittime e figure eroiche come il dottor Geppino Micheletti, che pur avendo perso i due figli e parte della sua famiglia, continuò a prestare soccorso ai feriti nonostante il dramma personale. I nomi dei responsabili della strage sono ancora ignoti: ad ottant’anni di distanza da quella terribile mattanza – ha spiegato il presidente del Comitato 10 febbraio nel comunicato stampa che annunciava la conferenza – auspichiamo un rinnovato impegno nella ricerca della verità. Non per vendetta. Ma per giustizia».
Ha quindi preso la parola Matteo Giurco, storico triestino discendente di esuli istriani da Parenzo, che ha dettagliatamente inquadrato il contesto storico in cui è maturata la strage. Con particolare attenzione sia alla difficoltà nelle ricerche di documenti e materiale sulla stessa. Sia al fondamentale ruolo, in particolare quanto ad episodi come Vergarolla, della memoria collettiva.
Ricordi di famiglia e figure eroiche che appartengono alla storia di tutti
Dal canto suo la senatrice Beatrice Lorenzin, figlia di un esule istriano da Medolino, ha ripercorso episodi della sua storia familiare. Raccontando in particolare della sua nonna paterna, fuggita dalla sua amata Istria con l’avvento del regime comunista jugoslavo. E ha anche ricordato, oltre agli esuli, coloro che sono rimasti, che non hanno voluto abbandonare le loro città.
A sua volta, il deputato Andrea Mascaretti ha raccontato delle difficoltà incontrate, quando era consigliere comunale a Milano, per celebrare i martiri delle foibe e gli esuli. E di quanto lo abbia colpito, dopo essere venuto a conoscenza della strage di Vergarolla, la figura eroica del dottor Geppino Micheletti, per commemorare degnamente il quale ha in seguito istituito un Premio per i medici che si sono distinti per spirito di abnegazione (premio che quest’anno è alla seconda edizione).
Strage di Vergarolla, l’impegno del “Comitato 10 Febbraio” per la giustizia e la verità
E ancora. L’ex presidente del Comitato 10 febbraio, Emanuele Merlino, nel suo intervento ha posto l’accento sul fatto che i locali di Via delle Terme di Traiano in cui si è svolta la conferenza, sono stati tra i primi rifugi, a Roma, per profughi giuliano-dalmati. Ed ha quindi ribadito l’importanza di proseguire sulla strada dell’impegno nel “ricordo”, senza concessioni a chi ancora tenta di giustificare quanto accaduto sul confine orientale italiano.
Il “racconto-testimonianza” di Roberto Menia
A conclusione dei lavori, infine, il senatore Roberto Menia ha esposto una carrellata di storie: testimonianze ed aneddoti legati a Zara, Fiume e Pola. Ricordando che non ci sono stati solo i drammi delle foibe e dell’esodo. Ma anche la totale cancellazione della cultura italiana. Il primo firmatario della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo ha quindi invitato tutti ad avere il coraggio di dire sempre la verità. E di riscoprire un sano amore di Patria, fondamentale soprattutto in un presente come quello che stiamo vivendo, in cui purtroppo si assiste ad un continuo e costante smarrimento di valori.
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