L'appuntamento a Roma
“Ottant’anni in attesa della verità”: il convegno per non dimenticare la strage degli innocenti di Vergarolla
Interverranno il senatore Roberto Menia, la senatrice Beatrice Lorenzin, il deputato Andrea Mascaretti, lo storico e ricercatore Matteo Giurco, il responsabile di Lucca del Comitato 10 Febbraio Sandro Righini e il presidente nazionale del Comitato Silvano Olmi
Un momento di riflessione e approfondimento su «una delle pagine più terribili della storia d’Italia». È il convegno Strage di innocenti. Vergarolla 1946 – 2026. Ottant’anni in attesa della verità, che si terrà mercoledì 27 maggio alle 17.30, nei locali in Via delle Terme di Traiano 15/a, a Roma.
L’incontro a Roma per non dimenticare: la strage di Vergarolla
L’appuntamento è stato organizzato in occasione dell’ottantesimo anniversario di un evento drammatico e troppo poco conosciuto: la strage di Vergarolla, consumatasi sulla spiaggia di Pola il 18 agosto 1946. La conferenza è promossa dal Comitato 10 Febbraio in collaborazione con l’associazione “La Comunità – gli Amici del Parco”.
Interverranno il senatore Roberto Menia, primo firmatario della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo, la senatrice Beatrice Lorenzin, il deputato Andrea Mascaretti, che ha istituito un Premio in memoria del dottor Geppino Micheletti, uno dei protagonisti del terribile episodio, lo storico e ricercatore Matteo Giurco, Sandro Righini, responsabile di Lucca del Comitato 10 Febbraio, e il presidente nazionale del Comitato, Silvano Olmi.
Olmi: «È stata una delle pagine più terribili della storia d’Italia»
«La strage di Vergarolla è stata una delle pagine più terribili della storia d’Italia, che vide la morte di oltre 100 persone, dilaniate dall’esplosione di vari ordigni bellici che si trovavano da tempo sulla spiaggia di Pola. Si riteneva fossero inattivi e quindi non pericolosi. Qualcuno però li ha innescati e sono esplosi nel giorno in cui il luogo era affollatissimo per lo svolgimento di una gara di nuoto», ha ricordato Olmi.
«Abbiamo voluto organizzare un momento di approfondimento e memoria per ricordare le vittime e figure eroiche come il dottor Geppino Micheletti, che pur avendo perso i due figli e parte della sua famiglia, continuò a prestare soccorso ai feriti nonostante il dramma personale. I nomi dei responsabili della strage sono ancora ignoti: ad ottant’anni di distanza da quella terribile mattanza – ha concluso il presidente del Comitato 10 febbraio – auspichiamo un rinnovato impegno nella ricerca della verità. Non per vendetta ma per giustizia».
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