Il sindacato del No
Disastro Landini. La Cgil non firma gli integrativi, chiede i danni alla Regione Lazio e perde in tribunale
E’ meritevole chiedere salari più alti, se si fa sindacato, insistere su quelli minimi e anche su quelli giusti, ma se poi, nella pratica, non si firmano gli integrativi, qualcosa non torna. E’ il caso della Cgil e del suo leader, Maurizio Landini, che anche oggi aveva tuonato, all’assemblea di Confindustria, sulle retribuzioni. “Il tema dei salari bassi sollevato da Orsini? La presidente del Consiglio non ha parlato del tema, questo è un problema perché l’aumento dei salari è un tema fondamentale. Oggi c’è un’emergenza e l’aumento dei salari significa cancellare le forme di precarietà nel lavoro, significa restituire il fiscal drag, fare una riforma fiscale degna di questo nome e mettere in campo dei veri aumenti salariali che non sono stati fatti né da parte del Governo, che continua a parlare di burocrazia e poi non investe sugli stipendi…”. Ma quando la soluzione l’aveva proposta la Regione Lazio, con i suoi contratti integrativi, la Cgil non li aveva firmati e aveva fatto ricorso al Tribunale del Lavoro. La vicenda viene raccontata oggi dal “Foglio” in un articolo in cui si ricostruisce una clamorosa sconfitta giudiziaria del sindacato diretto da Landini nel settore della Sanità.
La Cgil di Landini perde in giudizio contro la Regione Lazio
“Il tribunale del Lavoro di Roma ha integralmente respinto un ricorso della Cgil per presunta condotta antisindacale e mancanza di informazione da parte della Regione Lazio, a proposito della contrattazione integrativa sul CCNL sanità 2022-2024. La sigla guidata da Landini oltre all’accesso al tavolo integrativo chiedeva anche 100 mila euro di risarcimento”, scrive il Foglio. Nel dispositivo il giudice del lavoro dice che nell’attività della Regione Lazio non vi è stato “alcun atto diretto a impedire o limitare l’esercizio della libertà e dell’attività sindacale”, in piena conformità con il decreto legislativo 165/2001. £In soldoni il giudice dice che la Cgil vorrebbe poter operare in contrasto con i princìpi della contrattazione. Una bocciatura molto significativa visto che questi ricorsi la Cgil li ha intentati, come detto, un po’ in tutto il paese (contrastando l’esclusione dalle contrattazioni integrative in diverse regioni)”. E il quotidiano diretto da Cerasa spiega poi come questo ostracismo della Cgil nei confronti degli integrativi stia minando la collaborazione con la Uil e la Cisl, che nel Lazio ha così attaccato il sindacato di Landini. “Difenderemo la corretta applicazione e la legittimità della legge che regola l’organizzazione della Pubblica amministrazione da 25 anni e i contratti collettivi nazionali che disciplinano le relazioni sindacali riservandole ai soli firmatari dei contratti. Noi ci siamo nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico”.
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