Blitz delle Fiamme gialle
Giffoni peggio di un Festival dell’horror: “Danno erariale da 478mila euro”. Sangiuliano: stop ai fondi
A meno di due mesi dalla prossima edizione il Giffoni Film Festival rischia di trasformarsi un festival dell’horror: le Fiamme gialle hanno infatti riscontrato un danno erariale da quasi mezzo milione di euro.
La Procura regionale della Corte dei Conti, con il supporto della Guardia di Finanza di Napoli, ha notificato in queste ore un invito a dedurre con contestuale messa in mora nei confronti dell’Ente autonomo Giffoni Experience, del padre padrone della kermesse, il direttore artistico Claudio Gubitosi e del Responsabile unico del procedimento in relazione ai contributi pubblici erogati dalla Regione Campania tra il 2016 e il 2024.
Giffoni film festival: scattano i sequestri dei conti correnti
L’ipotesi contestata è pesantissima: un danno erariale da 478.769 euro. Contestualmente è scattato anche il sequestro conservativo di rapporti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai soggetti coinvolti.
La vicenda ha provocato la durissima reazione del capo dell’opposizione in Regione Campania, Gennaro Sangiuliano, che punta il dito contro la gestione dei finanziamenti regionali e rivendica di aver lanciato l’allarme già durante la discussione del bilancio.
Sangiuliano presenta un’interrogazione sul Giffoni Film Festival
“Non sono abituato a gioire delle disavventure altrui – afferma l’ex ministro della Cultura e consigliere regionale di FdI – ma quanto accaduto pone un tema evidente di trasparenza”. Sangiuliano sottolinea di aver chiesto “di tagliare, non eliminandoli del tutto, i fondi al Giffoni Film Festival” proprio alla luce delle criticità emerse. “Non sono stato ascoltato”, attacca. E ora annuncia una nuova iniziativa politica: “Ho chiesto con una interrogazione urgente al presidente Fico di valutare la sospensione dei finanziamenti regionali”.
Contributi pubblici dirottati sui conti della moglie di Gubitosi
Secondo quanto emerge dalle indagini della Guardia di Finanza, parte dei contributi pubblici destinati al festival sarebbe stata “dirottata” verso un’associazione culturale presieduta dalla moglie del direttore artistico Claudio Gubitosi e che avrebbe come unica dipendente la figlia della coppia.
Gli investigatori ipotizzano un sistema consolidato negli anni attraverso affidamenti diretti formalmente giustificati come “servizi di inclusione e solidarietà sociale”, ma ritenuti in realtà una forma stabile di contribuzione scarsamente documentata.
L’associazione culturale ha una sola dipendente: la figlia di Gubitosi
Le verifiche avrebbero evidenziato che gran parte delle somme ricevute dall’associazione sarebbe stata destinata soprattutto alla copertura del costo dell’unica dipendente. Inoltre, molte delle attività sociali indicate nei progetti finanziati sarebbero state svolte gratuitamente da soggetti terzi o associazioni partner.
La Procura contabile ipotizza anche un possibile conflitto d’interessi. Secondo le risultanze investigative, Claudio Gubitosi avrebbe preso parte alle procedure riguardanti l’associazione guidata dalla propria moglie, arrivando in alcuni casi a certificare personalmente la regolare esecuzione delle attività finanziate.
Nel mirino degli inquirenti finisce anche il Responsabile unico del procedimento, che avrebbe attestato alla Regione Campania “la conformità delle procedure amministrative relative agli affidamenti contestati”, contribuendo così a rendicontare come ammissibili spese ritenute prive dei requisiti necessari.
La notizia rischia ora di avere pesanti ripercussioni politiche anche sul fronte regionale, perché riapre il tema dell’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai grandi eventi culturali sostenuti dalla giunta De Luca.
In una nota ufficiale, il Giffoni Film Festival sottolinea di aver appreso delle contestazioni soltanto oggi e annuncia di aver affidato il caso ai propri legali.
“Crediamo fermamente nel lavoro delle autorità competenti – sostengono i vertici del festival – ribadendo la nostra volontà di chiarire tutti gli aspetti citati”. Il Giffoni precisa inoltre che le contestazioni nascerebbero da “una denuncia anonima del 2024” e ricorda che la prossima edizione della manifestazione è in programma dal 17 al 25 luglio 2026. Un’edizione che rischia di partire con ombre pesantissime sulla sua gestione finanziaria.