Al via la raccolta firme
“A Roma Irpef fino a tre volte più alta di Milano”: FdI sfida Gualtieri con una delibera popolare
Ridurre progressivamente la pressione fiscale a carico dei cittadini romani dopo la conclusione della fase straordinaria della gestione commissariale del debito storico del Comune: è questo l’obiettivo della proposta di delibera, di iniziativa popolare, per la rideterminazione dell’addizionale comunale IRPEF di Roma Capitale, presentata in Campidoglio da Fratelli d’Italia. Il primo partito italiano sarà mobilitato dalla prossima settimana su tutti i municipi per la raccolta delle firme.
Un percorso per riportare l’Irpef a un livello ordinario
Il provvedimento, depositato ai sensi dello Statuto di Roma Capitale e del regolamento sulla partecipazione popolare, punta ad avviare ‘un percorso concreto per riportare l’addizionale IRPEF verso il livello ordinario dello 0,5%, superando progressivamente la componente straordinaria introdotta per il piano di rientro del debito pregresso’.
La proposta prevede inoltre una ‘ricognizione tecnico-finanziaria delle obbligazioni residue legate alla gestione commissariale e l’avvio di un’interlocuzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per garantire il rispetto degli equilibri di bilancio e dei vincoli normativi previsti dalla legislazione vigente’.
Perissa: situazione non più tollerabile
Marco Perissa, parlamentare e presidente della federazione capitolina del partito di Giorgia Meloni, è il primo firmatario della proposta. In una nota ha spiegato che «I cittadini romani pagano oggi un’addizionale comunale IRPEF che è due, in alcuni casi anche tre volte superiore a quella pagata dai cittadini di Milano. È una situazione che non è più tollerabile, soprattutto alla luce della conclusione delle attività straordinarie della gestione commissariale». Perissa ha sottolineato che «Con questa delibera di iniziativa popolare chiediamo al Sindaco Gualtieri di abbassare immediatamente gli addizionali comunali IRPEF. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di almeno 5.000 firme. Dalla prossima settimana saremo presenti con numerosissimi banchetti in tutta la città per coinvolgere i romani in questa battaglia di giustizia fiscale. Sono certo che 5.000 firme non saranno il traguardo, ma soltanto il punto di partenza per costringere il Sindaco a smetterla di mettere le mani nelle tasche dei cittadini romani».
Le premesse della delibera
La proposta di delibera di iniziativa popolare, parte da una premessa: “l’addizionale comunale all’IRPEF di Roma Capitale è applicata attualmente nella misura complessiva dello 0,9% e che, secondo la documentazione istituzionale capitolina, tale aliquota è articolata in 0,5% destinato alla gestione ordinaria e 0,4% originariamente correlato al il piano di rientro del debito pregresso affidato alla gestione commissariale; che la deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 186 del 19 dicembre 2024 ha confermato l’aliquota unica dello 0,9% elevando la soglia di esenzione a 14.000 euro; si sviluppa in sei articoli” si legge nel testo.
Sei articoli al vaglio dell’assemblea
Sei invece sono gli articoli al voto dell’assemblea capitolina. L’articolo 1 riguarda l’affermazione di un principio generale: la componente straordinaria dell’addizionale comunale all’IRPEF – originariamente correlata al piano di rientro del debito pregresso della gestione commissariale – non può consolidarsi stabilmente oltre il permanere dei relativi presupposti normativi e finanziari. Cessata la fase straordinaria della gestione commissariale, l’Amministrazione è tenuta ad adottare le misure necessarie per ridurre progressivamente tale prelievo eccezionale, nel rispetto dei vincoli di legge.
Gli articoli 2 e 3 invece si occupano della “Ricognizione tecnico-finanziaria” e dell’avvio di una “interlocuzione con il Ministero dell’economia e delle finanze”, rispetto al quale, si legge, “Il Sindaco informa l’Assemblea Capitolina sullo stato di tale interlocuzione contestualmente alla trasmissione della relazione”.
Centrale l’articolo 4
L’articolo 4, centrale, tratta “l’obiettivo di rideterminazione dell’addizionale” e dunque la proposta attuativa, finalizzata a “ridurre la pressione fiscale derivante dall’addizionale comunale all’IRPEF a carico dei contribuenti romani; superare progressivamente la componente straordinaria correlata alla cessata gestione commissariale; ripristinare, quale obiettivo prioritario, il livello previgente dell’aliquota ordinaria (0,5%); adottare, in subordine, qualora il ripristino integrale immediato non risulti sostenibile, una riduzione per fasi della componente straordinaria, con contestuale ampliamento della tutela dei redditi bassi e medio-bassi mediante revisione della soglia di esenzione ovvero altre misure selettive consentite dall’ordinamento”.
L’articolo 5 introduce anche una “Clausola di salvaguardia finanziaria” affinchè “Nessuna riduzione dell’addizionale è adottata in assenza del parere favorevole degli organi tecnici interni e della verifica MEF” e infine l’articolo 6 tratta il tema della “Trasparenza e monitoraggio”.
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