Nostalgia canaglia
Fico e Di Maio, ma non c’eravamo tanto odiati? Macché: al rincontro a Napoli finisce tutto a tarallucci, vino… e un buon caffè
Ah, la nostalgia, quella canaglia che cantavano Al Bano e Romina Power, una celebre coppia che nell’immaginario collettivo sfida il tempo decisamente più che quella di cui ci accingiamo a parlare, ma che comunque solletica la cronaca. Nostalgia si diceva: quel irresistibile brivido che ti assale quando meno te lo aspetti… Magari alla buvette del Circolo dell’Unione a Napoli, dove due vecchie glorie – non della canzone italiana. E nemmeno della storia patria, oseremmo dire. Ma di un pezzo di quella parlamentare, sicuramente – tornano ad abbracciarsi fraternamente.
Sì, perché è proprio lì, in quel prestigioso angolo di salotto partenopeo, che è andata in scena l’ultima puntata di Carramba che sorpresa in salsa ex grillina, con il ritrovato abbraccio tra i due ami-nemici a 5 stelle: Roberto Fico e Luigi Di Maio.
Fico e Di Maio, l’incontro che non t’aspetti. Oppure sì?
Due figure di spicco del Movimento, ma con visioni politiche e caratteriali profondamente opposte, che li hanno portati a lungo ad essere considerati rivali interni. Due gemelli diversi dell’anima campana, ma due sensibilità e espressioni contrapposte ai tempi in cui erano parte integrante del gruppo dirigente pentastellato. E oggi? Oggi, che le loro strade si sono divise e li hanno portati ai poli opposti del mondo geografico e politico, tutto finisce a tarallucci e vino e si scioglie in un caloroso abbraccio a favore di macchina fotografica…
Gli ami-nemici del Vaffa da Roma a Napoli…
Eppure, vederli vicini oggi e abbracciarsi fraternamente fa quasi venire il torcicollo politico. Da pionieri del “Vaffa Day”, sfasciacarrozze della casta, e fustigatori dei privilegi, i due storici fondatori del Movimento si sono ritrovati cresciuti, pasciuti e, soprattutto, lautamente e strategicamente sistemati. Fico si sta godendo l’incoronazione a governatore della Campania.
… Passando per il Golfo Persico con furore
Di Maio invece, ormai lontano anni luce dalle scatolette di tonno da aprire e dalle bibite dello Stadio san Paolo (oggi Maradona), si ritrovo nel cruciale ruolo di Inviato Speciale dell’Unione Europea nel Golfo Persico. Come a dire che, dalle piazze del vaffa ai gazebo a cinque stelle al cuore di Napoli passando per i pozzi di petrolio e le aule del Parlamento, il passo è breve… Più che altro è stato un salto…
Fico-Di Maio, ma non c’eravamo tanto odiati?
«Sì, ci siamo salutati… Era da un po’ che non lo vedevo», ha commentato sornione Fico ai cronisti, liquidando anni di scissioni, veleni e percorsi divergenti, con la stessa disinvoltura con cui si ordina un espresso, a margine dell’evento “Far Crescere il Sud”, al bar del Circolo Nazionale dell’Unione. Quindi, una chiacchierata di pochi minuti per aggiornarsi sulle rispettive, scintillanti novità, e via di nuovo: pronti a ripartire di slancio… E la domanda sorge spontanea: cosa si saranno detti i due ex commilitoni della galassia pentastellata nel segreto del cantuccio della ristorazione?
E tutto finisce a tarallucci, vino e un buon caffè napoletano…
Avranno parlato di transizione ecologica o di investimenti degli emiri a Mergellina? Di certo c’è che, mentre il Sud prova a “crescere”, loro due si sono evoluti politicamente e istituzionalmente come pochi (dei loro colleghi). Tanto che chi li ricordava urlanti contro il sistema, oggi se li ritrova pilastri del medesimo, con tanto di volti rilassati, abbracci a favore di inquadratura, e lo status di “ex” rivoluzionari ormai felicemente integrati. E allora, ma davvero c’eravamo tanto odiati? – si saranno chiesti nello spazio confidenziale di un caffè -… Ma no, dopotutto era da un po’ che non si vedevano: che poi è l’unica notizia che è stata degna di trapelare da cotanto summit informale…
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