Passa la mozione
Romania nel caos: sfiduciato il governo filo-europeista di Bolojan, sullo sfondo le elezioni anticipate
La maggioranza dice no all'esecutivo dopo appena undici mesi dal suo insediamento. Sotto accusa l'austerity imposta da Bruxelles
Il Parlamento di Bucarest ha votato la sfiducia al governo rumeno del premier filo europeo Ilie Bolojan. La mozione di sfiducia presentata dai socialdemocratici e dal partito di destra Aur ha ottenuto 281 voti a favore nel Parlamento composto da 464 seggi. L’attuale governo rimane in carica ad interim fino alla formazione di uno nuovo.
Il governo Bolojan
Il governo Bolojan era entrato in carica il 23 giugno 2025. La sua caduta apre ora una nuova fase di instabilità o crisi politica nel Paese. Ilie Bolojan , senatore dal dicembre 2024 ha ricoperto la carica di Primo Ministro per poco meno di un anno. Prima della sfiducia odierna, il suo esecutivo rappresentava il ventinovesimo governo della Romania dalla rivoluzione del 1989. Sia i socialdemocratici, che tenevano in piedi il governo, che Aur contestavano al premier la subordinazione alle richieste di austerity da parte di Bruxelles. Bolojan era stato eletto per ridurre il gigantesco deficit romeno e attuare le riforme necessarie a sbloccare più di 8 miliardi di euro in fondi europei, essenziali per riequilibrare le dissestate finanze romene.
Il governo guidato da Ilie Bolojan è stato sostenuto, sin dalla sua nascita da una coalizione “arcobaleno” di orientamento pro-europeista composta da liberali e socialdemocratici. Il governo godeva inoltre dell’appoggio esterno del gruppo parlamentare delle minoranze nazionali.
Il rapporto deficit Pil è altissimo
In Romania il rapporto deficit-PIL (cioè la differenza tra le entrate e le uscite dello stato, rapportate al Prodotto interno lordo) nel 2025 era del 7,7 cento e nel 2024 superava il 9: è tra i più alti in tutta l’Unione, ed è molto sopra la soglia del 3 per cento fissata dall’Europa per non incorrere in procedure di infrazione. Quella contro la Romania è aperta dal 2020.
Cosa succede ora
Da oggi, l’esecutivo Bolojan rimane in carica solo per l’amministrazione ordinaria come governo ad interim. In questa fase, il governo ha poteri limitati: non può emettere ordinanze d’urgenza o proporre nuove leggi. Questo stato può durare al massimo 45 giorni.
Il Presidente della Repubblica, Nicusor Dan, ha ora il compito di risolvere la crisi. Deve convocare i partiti rappresentati in Parlamento per sondare la disponibilità a formare una nuova maggioranza. Il Presidente deve designare un candidato Primo Ministro che avrà poi 10 giorni per ottenere la fiducia dalle camere.
Gli scenari possibili e l’ascesa dell’Aur
E’ probabile che ci sarà il tentativo di ricostruire l’alleanza a quattro (PNL, PSD, USR, UDMR) ma con un nuovo Primo Ministro, forse un tecnico o un esponente diverso dai Liberali, per superare i veti incrociati. La paura dei partiti della coalizione è che le elezioni anticipate portino a un successo dell’Aur, il partito di destra.
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