L’arrivo
Tappeto rosso per Trump in Cina: Xi apre le porte di Pechino al vertice che può chiudere la guerra commerciale (Video)
Tra cori, guardie d’onore e una cerimonia sfarzosa, il presidente Usa torna dal Dragone dopo nove anni: sul tavolo commercio, Iran, Taiwan e intelligenza artificiale
Esteri - di Alice Carrazza - 13 Maggio 2026 - AGGIORNATO ALLE 18:32
Donald Trump sbarca a Pechino e la Cina gli stende letteralmente il tappeto rosso. Nove anni dopo l’ultima visita di Stato di un presidente americano nel Paese, il leader Usa torna nella capitale cinese accolto da una cerimonia imponente, coreografata nei minimi dettagli. Ad aspettarlo all’aeroporto internazionale di Pechino c’erano il vicepresidente Han Zheng, l’ambasciatore cinese a Washington Xie Feng, il viceministro degli Esteri Ma Zhaoxu e l’inviato americano David Perdue. Ma soprattutto c’erano centinaia di giovani cinesi, bandiere rosse e a stelle e strisce sventolate all’unisono, cori di benvenuto, guardia d’onore militare e una banda ufficiale.
Trump arriva a Pechino
Quando l’Air Force One ha toccato terra, intorno alle 19:50 ora locale, davanti alla scaletta è il presidente Usa è stato accolto dalle autorità, poi si è fermato osservando la scena con un sorriso. Mentre gli studenti scandivano in mandarino “Benvenuto, benvenuto! Un caloroso benvenuto!”, il presidente americano ha alzato il pugno al cielo prima di salire sulla limousine diretta al suo hotel. Nessuna dichiarazione ai cronisti. Dietro di lui sono scesi anche Eric Trump, Lara Trump e una delegazione di grandi imprenditori americani, tra cui Elon Musk per Tesla, Tim Cook per Apple e Jensen Huang Ceo di Nvidia.
È una visita che la Casa Bianca vuole trasformare in un evento storico e che Pechino ha deciso di accogliere con tutti gli onori riservati ai grandi partner strategici. Nei prossimi due giorni Trump parteciperà a una serie di appuntamenti simbolici e politici: una cerimonia ufficiale alla Great Hall of the People, una visita al Temple of Heaven e un banchetto di Stato con Xi Jinping.
“Accadranno molte cose positive”
Prima della partenza il tycoon aveva parlato con toni sorprendentemente calorosi del presidente cinese. “Non vediamo l’ora, entrambi non vediamo l’ora di incontrarci. Sarà fantastico”, ha dichiarato. Poi ha aggiunto: “È un mio amico. È una persona con cui vado d’accordo. E penso che vedrete che accadranno cose positive. Questo sarà un viaggio molto emozionante. Accadranno molte cose positive”.
Anche da Pechino il clima ufficiale è stato improntato all’apertura. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, ha dichiarato: “La Cina dà il benvenuto al presidente Trump in occasione della sua visita di Stato nel Paese. La Cina è pronta a collaborare per ampliare la cooperazione e gestire le differenze”.
Il commercio sul tavolo
Dietro la scenografia dalle moquette rosse, però, c’è una partita geopolitica enorme. Il vero obiettivo del vertice è stabilizzare il rapporto tra le due superpotenze, soprattutto sul fronte commerciale. The Donald ha infatti bisogno di mostrare risultati economici concreti agli elettori americani, in una fase complicata per la sua amministrazione. La guerra con l’Iran ha aumentato le tensioni internazionali, anche con i suoi stessi alleati, e alimentato pressioni sull’economia americana, mentre i tribunali hanno limitato la sua capacità di imporre nuovi dazi unilateralmente.
Pechino, invece, vuole ottenere un alleggerimento delle restrizioni statunitensi sulle esportazioni di semiconduttori avanzati e tecnologie per l’intelligenza artificiale. Al centro del confronto ci saranno anche gli investimenti reciproci, le forniture di terre rare e le grandi partite industriali legate all’hi-tech.
Dall’Ai alle terre rare
Non a caso nella delegazione americana figurano alcuni dei nomi più potenti della Silicon Valley. Nvidia, ad esempio, sta cercando di ottenere il via libera normativo per vendere in Cina i propri chip avanzati per l’intelligenza artificiale. Non a caso, il potus avrebbe chiesto personalmente a Jensen Huang di unirsi al viaggio all’ultimo momento, secondo diverse indiscrezioni.
Su Truth Social campeggia ancora il messaggio di Trump: “Chiederò al presidente Xi di ‘aprire’ la Cina affinché queste persone brillanti possano fare la loro magia. Farò di questa la mia primissima richiesta”.
Colloqui in parallelo
Parallelamente ai preparativi del vertice, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha incontrato in Corea del Sud il vicepremier cinese He Lifeng per tre ore di colloqui preparatori. L’agenzia ufficiale cinese Xinhua li ha definiti “franchi, approfonditi e costruttivi”.
Sul tavolo non ci sarà soltanto il commercio. I due leader discuteranno inevitabilmente anche delle grandi crisi internazionali: dalla crisi dello Stretto di Hormuz fino alla questione Taiwan, sulla quale il Dragone continua a mantenere una linea rigidissima. La Cina ha ribadito anche nelle ultime ore la propria opposizione alle vendite di armi americane all’isola democratica rivendicata da Pechino.
Ultima notizia
La finale il 16 maggio
Eurovision 2026, boom social per Sal Da Vinci: “Per sempre sì” fa ballare tutta Vienna
Cronaca - di Marcello Di Vito