L'assassino mai pentito
Rideva dell’Italia dal suo esilio dorato in Brasile, oggi il killer comunista Cesare Battisti piagnucola in carcere…
Chiede comprensione, pietà, scrive lettere, parla di tanto carcere fatto e dimentica di quando si faceva beffe dell’Italia e delle sue vittime nell’esilio dorato del Brasile. Cesare Battisti, il terrorista leader dei Proletari armati per il comunismo (Pac), che sconta l’ergastolo per quattro omicidi, ha scritto dal carcere di Massa dove è detenuto un appello per chiedere di accedere ai benefici anche per incontrare il figlio 12enne. L’appello è stato diffuso tramite il quotidiano La Nazione con una lettera in cui lamenta di non venire ammesso a semilibertà o permessi, benefici cui detenuti hanno diritto quando hanno scontato una parte della condanna in condizioni di buona condotta. Il Dap ha dato parere negativo all’iter che era stato avviato e la richiesta è finita nel limbo.
Cesare Battisti e i quattro omicidi mai rinnegati
Battisti sperava in qualche permesso di necessità, ore per incontrare il figlio che avrebbe condizioni psicologiche certificate. Ma la promessa del “magistrato di sorveglianza in videoconferenza nel dicembre 2025” per “la concessione di un primo beneficio per farmi riabbracciare mio figlio in libertà. Qualche ora appena, quel tanto da restituire a un ragazzo di 12 anni la speranza di poter dire ‘Ho un padre anch’io e oggi me lo porto a scuola come tutti’. Siamo arrivati ad aprile 2026, mio figlio aspetta sempre la decisione del magistrato di videosorveglianza”. Nella medesima lettera Battisti si lamenta anche di un aspetto logistico: essere recluso in una cella con altri due detenuti mentre invece come ergastolano dovrebbe essere in una cella singola. Essere con altri “mi impedisce la mia attività di scrittore, né qualsivoglia attività creativa o pedagogica”. E i parenti delle sue vittime, tra cui i figli delle stesse che non vedono i genitori da anni? Non sembrano propensi a perdonare…
Gli omicidi del terrorista dei Pac
Cesare Battisti, ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo (PAC), è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per quattro omicidi compiuti tra il 1978 e il 1979 durante gli anni di piombo. In due casi fu ritenuto esecutore materiale, in altri due concorrente o organizzatore dell’azione. Ecco i suoi omicidi.
- Antonio Santoro
- maresciallo degli agenti di custodia del carcere di Udine
- ucciso il 6 giugno 1978 a Udine
- secondo le sentenze, Battisti fu l’esecutore materiale dell’omicidio.
- Andrea Campagna
- agente della Digos di Milano
- ucciso il 19 aprile 1979
- anche in questo caso Battisti venne ritenuto esecutore materiale.
- Pierluigi Torregiani
- gioielliere milanese
- ucciso il 16 febbraio 1979
- Battisti fu condannato per concorso nell’omicidio e per aver partecipato all’organizzazione dell’agguato.
- Lino Sabbadin
- macellaio di Santa Maria di Sala (Venezia)
- ucciso il 16 febbraio 1979
- Battisti fu condannato in concorso con altri militanti PAC.
Nel 2019, dopo l’estradizione dalla Bolivia, dopo anni di esilio dorato in Brasile, Battisti ammise davanti ai magistrati italiani le proprie responsabilità nei quattro omicidi.
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Ha ammesso 4 omicidi. Siamo sicuri siano tutti ? Come disse un procuratore” sono tutti innocenti fino a che non vengono scoperti”.
CHE STIA IN CARCERE !!! Ma che diavolo va cercando questo qui>? Il figlio??? Se la gode lontano da lui e nemmeno si ricorda che faccia ha.
in carcere per sempre è la giusta pena che deve scontare … SPERIAMO che non trovi un magistrato ompagniuccio che gli onda la semi libertà … perché col cavolo che lo riprendiamo !!!!