Il sondaggio
Mondiali, gli italiani non perdonano: il ripescaggio divide e la Nazionale finisce sotto processo
Quasi sette italiani su dieci bocciano l’idea di un Mondiale senza qualificazione. Il sondaggio del Secolo d’Italia fotografa sfiducia, orgoglio ferito e attese sospese attorno alla Nazionale
Sport - di Alice Carrazza - 10 Maggio 2026 alle 07:30
La parola più usata, nelle discussioni da bar come nelle chat dei tifosi, è una sola: dignità. Non entusiasmo, non speranza. Dignità calcistica. E il sondaggio del Secolo d’Italia sul possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali finisce per raccontare esattamente questo stato d’animo. Il 69,6% dei partecipanti considera una figuraccia prendere parte al torneo senza aver conquistato la qualificazione sul campo. Un dato pesante, quasi impietoso, ma perfettamente coerente con il clima che accompagna la Nazionale da mesi.
La fine del gioco
L’Italia resta una grande firma del calcio mondiale, ma negli ultimi anni ha smesso di sentirsi intoccabile. Le tre esclusioni consecutive dal Mondiale hanno cambiato il rapporto tra gli azzurri e il loro pubblico. Una volta bastava il nome per generare fiducia. Oggi no. Oggi attorno alla Nazionale c’è un controllo severo, quasi notarile. E l’idea di arrivare al torneo attraverso la porta di servizio proprio non piace ai tifosi, che la vivono come un’ulteriore ferita d’immagine.
Il dato colpisce soprattutto per il tono che emerge dietro i numeri. Non c’è rabbia isterica, né il gusto della polemica. C’è piuttosto una forma di realismo disincantato. Il tifoso italiano sembra dire: “Se questa squadra deve tornare al Mondiale, deve farlo meritandolo”.
Anche perché il calcio italiano vive una contraddizione evidente. Da una parte continua a produrre club competitivi in Europa e talenti interessanti; dall’altra fatica a costruire una Nazionale capace, moderna, riconoscibile. Gli azzurri restano spesso sospesi tra gestione e intuizione, senza mai dare davvero la sensazione di dominare il proprio tempo.
Quel 14,8% favorevole al “meglio esserci comunque” racconta invece la paura del vuoto. Perché il Mondiale senza Italia, ormai, non è più un incidente eccezionale ma uno scenario che il tifoso considera la regola. E questa, per il calcio nostrano, è probabilmente il fatto più doloroso degli ultimi anni.
Il problema non è il talento, ma l’identità
Dentro il dibattito sul ripescaggio si infilano inevitabilmente anche le questioni tecniche. L’Italia continua ad avere una buona struttura difensiva, centrocampisti di livello internazionale e qualche giovane che intriga gli osservatori. Quello che manca è una continuità di rendimento e soprattutto una chiara identità nel gioco.
La sensazione è che la Nazionale manchi in termini di reazione. Gestisce, aspetta, si compatta. Ma raramente impone. Nel calcio contemporaneo, dove Spagna, Francia, Inghilterra e persino nazionali emergenti viaggiano con sistemi consolidati e ritmo feroce, gli azzurri sembrano vivere di adattamenti.
I ct si susseguono, provano a tenere insieme esperienza e ricambio generazionale, ma il processo procede a singhiozzo.
Il Mondiale come esame
Per questo il sondaggio della settimana va letto oltre la superficie numerica dei 1421 votanti. Non è soltanto una bocciatura del ripescaggio. È una richiesta di credibilità. I tifosi non chiedono scorciatoie regolamentari né operazioni nostalgia. Chiedono una squadra che torni a somigliare a una Nazionale italiana nel senso più competitivo del termine: organizzata, dura, lucida nei momenti decisivi.

Lascia un commento
Ultima notizia
Fantapolitica
Tajani mette in riga Conte: “Forza Italia alternativa alla sinistra. Sono i 5Stelle a non avere le idee chiare…”
Politica - di Eugenio Battisti
Questo mondiale è come se non ci fosse. Le partite non le vedrò neanche se fossero a casa mia.
Il ripescaggio sarebbe più vergognoso della sconfitta.
NON SI PERMETTINO IL RIPESCAGGIO ! Sarebbe AVVILENTE !