Un Paese unito
Modena, Meloni e Mattarella dai feriti: solidarietà a loro e grazie a medici e passante eroe, che dice: ho dimostrato che l’Italia c’è
Lo Stato risponde unito e compatto all’orrore che ha sconvolto Modena (e non solo). Questa mattina, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni sono arrivati insieme all’Ospedale Baggiovara della città, per portare la vicinanza del Paese tutto ai feriti più gravi, falciati dall’auto di Salim El Koudri. Ad accoglierli, tra i presenti, l’applauso e i tanti «grazie» rivolti dai presenti, in un clima di profonda e comprensibile tensione emotiva.
Modena, Mattarella e Meloni visitano i feriti falciati dall’auto di El Koudri
Durante la visita, durata circa venti minuti, i vertici della Repubblica hanno voluto incontrare l’équipe medica e il personale sanitario che sta lottando per salvare le vite delle vittime. Il Capo dello Stato ha espresso la profonda gratitudine delle istituzioni rivolgendosi direttamente ai medici: «Grazie per quello che fate in questa circostanza drammatica ma anche abitualmente. Siamo consapevoli di ciò che fate ogni giorno». Mattarella ha poi aggiunto un messaggio di forte coesione nazionale: «Siete seguiti in questo caso particolarmente con attenzione e riconoscenza da tutti i nostri concittadini».
Modena, Mattarella e Meloni incontrano due cittadini che hanno bloccato l’aggressore
Non solo. Prima di lasciare la struttura ospedaliera alla volta dell’Ospedale Maggiore di Bologna – dove sono ricoverati altri due passanti in condizioni critiche – Mattarella e Meloni hanno voluto tributare un omaggio speciale al coraggio civile, incontrando due dei cittadini eroi che sabato pomeriggio hanno inseguito e bloccato la furia dell’aggressore. Tra loro anche Luca Signorelli, il passante eroe che per primo ha bloccato Salim El Koudri. Che, a premier e presidente ha ribadito ancora una volta: «Era un gesto doveroso per far capire al mondo che l’umanità c’è ancora. Ho fatto vedere che l’Italia non è morta. Probabilmente lo rifarei».
E sul fronte investigativo: ancora da analizzare dispositivi elettronici sequestrati. No evidenze legate al terrorismo
Intanto, sul fronte delle indagini, da fonti investigative l’Adnkronos apprende che la Procura di Modena mantiene la titolarità del fascicolo. Sebbene siano stati posti sotto sequestro i dispositivi elettronici e il telefono cellulare del 31enne di origine marocchina, i supporti non sono ancora stati analizzati.
Al momento, dunque, gli inquirenti precisano che non vi sono evidenze immediate che riconducano il drammatico gesto a una matrice terroristica. O a percorsi di radicalizzazione. E per questo motivo la competenza dell’indagine resta alla procura di Modena. Resta tuttavia un fitto mistero sui reali motivi che hanno spinto l’uomo a fare deliberatamente strage tra la folla. Nel frattempo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, sono appena arrivati a Bologna, all’ospedale Maggiore, per fare visita ai due feriti di Modena, ricoverati nella struttura del capoluogo emiliano.
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