Modena
Il terrore ha il volto di Salim El Koudri: laureato, noto ai servizi psichiatrici e lucido al momento dell’arresto. Ecco chi è
Il terrore a Modena è arrivato a cento all’ora ed è piombato sulla folla. Poi, dalle lamiere all’asfalto, ha preso la forma di un coltello puntato a testa e cuore di chi ha provato ad affrontarlo a viso aperto. Tutto questo ha un nome e un volto: quelli di Salim El Koudri, il 31enne che ha trasformato le strade di una cittadina di provincia tranquilla ed elegante nell’Emilia delle cooperative e delle lezioni islamiche, in uno scenario di guerra.
Chi è l’uomo che ha seminato il terrore a Modena
È lui l’uomo che Matteo Salvini ha definito «un criminale di seconda generazione». L’italiano di origine marocchina, nato a Bergamo nel 1995 e residente a Ravarino, ha lanciato la sua Citroen C3 a tutta velocità su Via Emilia Centro, travolgendo una decina di passanti. Il bilancio è drammatico: otto feriti, di cui quattro gravi. Una donna ha purtroppo subìto l’amputazione delle gambe.
Dopo il folle impatto, l’uomo ha tentato la fuga a piedi impugnando un coltello e ferendo un cittadino che cercava di sbarrargli la strada. Solo il suo coraggio, e il senso civico di un gruppo di passanti che lo hanno inseguito e immobilizzato a terra, hanno evitato che la furia dell’aggressore provocasse una strage ancora peggiore prima dell’intervento della Polizia che poi lo ha arrestato.
Investimento di massa a Modena: il passato nebuloso dell’uomo al volante
Ma chi è questo uomo sbucato da un passato nebuloso e dal presente solitario? Di sicuro il profilo che di lui è stato fin qui ricostruito delinea, nelle sue apparenti contraddizioni, i contorni di una bomba a orologeria sociale e psichica. El Koudri, laureato in Economia aziendale ma attualmente disoccupato, era perfettamente lucido al momento dell’arresto, risultando negativo ai test per alcol e droga. Alle spalle emerge una cronistoria di grave instabilità mentale: affetto da un disturbo schizoide di personalità, era stato in cura presso il Centro di Salute Mentale di Castelfranco Emilia nel 2022, prima che la sanità territoriale ne perdesse le tracce.
Un solitario, disoccupato, nessun precedente penale e coi profili social chiusi
Durante l’interrogatorio, l’uomo ha cercato di giustificare l’orrore aggrappandosi a un presunto passato di «bullismo» subìto alle scuole medie; una retorica del vittimismo che non può spiegare però una esplosione di violenza come quella di ieri… Resta fitto, allora, il mistero sul reale movente. Sebbene gli inquirenti mantengano il massimo riserbo, dopo la perquisizione nella sua abitazione (foto in alto), non si esclude alcuna pista. Del resto, ricostruendo a spanne e mettendo insieme tessere di un mosaico ancora in via di definizione, si sa che il paese di Ravarino, dove El Koudri viveva, è stato recentemente al centro di forti tensioni per l’apertura di un centro islamico.
Un dato, ma sullo sfondo. Come le dichiarazione dell’uomo all’atto dell’interrogatorio, e le acquisizioni d’indagine sui trascorsi psichiatrici del soggetto. Così, mentre gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo, il dubbio che nella mente del 31enne possa celarsi una miscela di rancore e isolamento cresce.
Un sospetto alimentato anche dalla chiusura dei profili social dell’uomo: si può vedere solo il suo nome. Anche questo è un dettaglio su cui si indaga: solitamente, del resto, quando si ricorre alla misura dell’oscuramento di un account è perché si sono violate le regole in modo pesante… Potrebbe essere accaduto qualcosa del genere? Le domande sono tante: ora dalle indagini degli inquirenti si attendono le risposte.
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