Senza parole
Modena, il sindaco Lepore tocca il fondo e dà la colpa al governo. FdI: “Scacallaggio. E’ il modello Emila Romagna al capolinea”
Sentire la sinistra dare la colpa al governo Meloni per i fatti di Modena rappresenta uno dei gradini più bassi raggiunti dal dibattito politico. Le parole del sindaco di Bologna Matteo Lepore sulla tentata strage fanno accapponare la pelle. “È molto importante che il governo batta un colpo: di fronte a fatti criminali di questo tipo non si può solo pensare al lato repressivo. Ma occorre invece rafforzare tutta la struttura di prevenzione”. Matteo Lepore, parlando di Salim El Koudri, già in cura in centri di salute mentali, ha usato il tema delle cure come una clava contro il governo. “Abbiamo necessità – ha proseguito – di integrare i fondi per le strutture di accoglienza e per i pazienti con problemi acuti di schizofrenia. Ma occorre anche rafforzare tutta la rete medica territoriale”.
Il sindaco di Bologna Lepore oltre ogni decenza
La risposta di FdI è implacabile: “Sicuramente è sciacallaggio quello di sollevare problemi sui fondi nazionali” per la salute mentale. “E accusare il governo Meloni di questo. Con la stessa, anzi con molta minore superficialità, potremmo banalmente chiedere conto invece al Comune di Modena, alla Regione Emilia-Romagna, che hanno le competenze per i fondi socio assistenziali: abbiamo evitato, perché, davanti a un attentato e una tragedia simile, mettersi a fare quelli che attaccano il governo sul territorio nazionale, secondo me è segno di poca dignità politica. Quindi da questo punto di vista credo che le opposizioni avrebbero fatto meglio a contare fino a dieci prima di mettersi ad accusare il governo Meloni anche di questo”. Così incalza il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, sulle improvvide accuse di Lepore. Anche il Fatto quotidiano ha provato a intortare i suoi lettori dando al governo una sorta di responsabilità, chiamando in causa i tagli ai fondi della Sanità. Non è così.
Donzelli: “Sciacallaggio e poca dignità politica”
Sì, è vero, quanto accaduto a Modena è stato trasformato dalla sinistra in difficoltà in un comizio. Lo ha affermato Michele Barcaiuolo nell’intervista al Secolo d’Italia stamattina. Lo ribadisce man mano che passano le ore tutta FdI. Incalza la capogruppo Marta Evangelisti in Regione Emilia-Romagna, rispondendo per le rime al sindaco Lepore per il quale la colpa è sempre di qualcun altro. Quanto accaduto a Modena “deve rappresentare uno spartiacque. Perché continuare a negare il problema significa lasciare soli i cittadini e alimentare un sistema regionale che evidentemente non funziona più”. Il sindaco di Bologna tenta di rigirare la frittata: è colpa del governo, chiamando in campo il presunto disimpegno del governo nella gestione della salute mentale. “Lepore, come sempre, prova a scaricare altrove responsabilità che invece hanno nomi e cognomi politici ben precisi- rimbalza però Evangelisti- . Salim El Koudri aveva già inviato e-mail con minacce contro i cristiani anni prima di essere preso in carico dai centri di salute mentale. E allora la domanda è semplice: chi doveva vigilare? Chi doveva impedire che una situazione già compromessa degenerasse fino ai fatti di Modena?”.
FdI: il modello emiliano-romagnolo mostra tutte le sue crepe
Secondo Evangelisti, insomma, “non è una questione di risorse. La Regione Emilia-Romagna continua a spendere milioni senza controlli seri e senza verificare davvero i risultati delle proprie politiche. Il problema è l’incapacità, o la volontà, di intervenire per tempo davanti a situazioni potenzialmente pericolose”. In altre parole, insiste, “se il sistema regionale ha scelto un approccio ideologico e buonista anche verso soggetti problematici come El Koudri, allora il fallimento non può essere scaricato sul Governo nazionale. È il modello emiliano-romagnolo di accoglienza indiscriminata che oggi mostra tutte le sue crepe”. Dietro la retorica del modello inclusivo resta una realtà fatta di controlli insufficienti, gestione confusa e comunità sempre più frammentate”.
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