L'allarme
Epidemia di ebola, gli Usa vietano l’ingresso a chi arriva da Congo, Sudan e Uganda. Centinaia i morti
Sono almeno 100 decessi sono stati segnalati a causa dell’epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo, con oltre 390 casi sospetti, secondo quanto dichiarato alla BBC dal direttore dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato l’epidemia un’emergenza internazionale. Almeno sei cittadini americani sono stati esposti al virus ebola in Rdc, dei quali uno già presenta sintomi ma il contagio, a quanto pare, si sta espandendo anche nei paesi limitrofi.
Epidemia di ebola, si lavora al vaccino
Gli scienziati sono impegnati nello studio e nello sviluppo di armi, come i vaccini, che possano dare una risposta a emergenze di questo tipo. Una corsa contro il tempo che continua. Soprattutto alla luce del fatto che, ad oggi, la maggior parte dei vaccini anti orthoebolavirus sono mirati solo a una specie letale: l’Ebolavirus (Ebov, virus Zaire). Il che offre una protezione limitata contro le altre specie, come il Sudan virus e il Bundibugyo virus. Un team di ricercatori ha sviluppato un vaccino a mRna ad ampio spettro contro tutte e 3 queste specie di orthoebolavirus note per la capacità di causare grandi epidemie. Il vaccino, spiegano gli esperti in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Pnas’, combina all’interno di una singola nanoparticella lipidica l’mRna che codifica per le glicoproteine di ciascun virus e la nucleoproteina conservata in tutti e tre i virus. E i dati vengono definiti “promettenti”.
Quando il vaccino è stato somministrato 2 settimane prima dell’infezione, ha fornito una protezione maggiore rispetto ai vaccini a singolo antigene in modelli murini dei virus Ebola e Bundibugyo e in un modello di criceto del virus Sudan.
Gli Usa chiudono le porte ad alcuni paesi
Restrizioni all’ingresso sono state varate dai Cdc Usa (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) e dal Dipartimento per la sicurezza interna (Dhs) e le altre agenzie federali competenti. La decisione è di oggi, e il provvedimento, che ha “effetto immediato” e “validità limitata nel tempo“, rimarrà “in vigore per 30 giorni a decorrere dalla data di emissione”, in attesa dell’esito di una valutazione completa in corso sul rischio per la salute pubblica. Fra le misure proattive indicate figurano anche “restrizioni all’ingresso” di viaggiatori con “passaporto non statunitense che siano stati in Uganda, nella Repubblica democratica del Congo o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti”. L’obiettivo è “proteggere la salute e la sicurezza degli americani” in risposta all’epidemia da virus Bundibugyo che è stata dichiarata emergenza internazionale dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
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