Rischio infiltrazione
La sceneggiata del sindaco di Torre Annunziata che si dimette dopo le parole del Procuratore sul contrasto alla camorra
Il primo cittadino reagisce "indignato", dopo che il magistrato aveva parlato di debole contrasto alla camorra. C'era già la commissione di accesso
Le parole del procuratore Nunzio Fragliasso “hanno colpito un’intera comunità”. Con questa motivazione, ieri pomeriggio il sindaco di Torre Annunziata (Napoli) Corrado Cuccurullo (di centrosinistra) si è dimesso dalla carica di primo cittadino, al termine della cerimonia che ha dato avvio alla demolizione di Palazzo Fienga, quella che è stata la storica roccaforte del clan Gionta(quello che decretò la morte del giornalista Ginacarlo Siani).
C’era già la commissione di accesso
Nel corso del suo intervento, il procuratore Fragliasso ha criticato l’operato dell’amministrazione Cuccurullo, già sottoposta dal 2 gennaio al vaglio della Commissione d’accesso e, per la seconda volta in pochi anni, a rischio scioglimento per infiltrazioni della camorra. La decisione del Ministero dell’Interno è prevista nei prossimi giorni. Fragliasso ha parlato di “troppe ombre e poche luci, troppe opacità, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe inammissibili inerzie e finanche illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale, che non fanno bene a Torre Annunziata, ma costituisco l’humus nel quale prospera la criminalità organizzata”. A queste parole Cuccurullo ha reagito rassegnando le sue dimissioni da primo cittadino di Torre Annunziata, eletto appena due anni fa con uno schieramento di centrosinistra appoggiato dal Partito Democratico, in seguito al commissariamento dopo lo scioglimento del 2022.
Il sindaco attacca la magistratura
Attraverso una nota Cuccurullo ha riferito che “le parole del Procuratore Nunzio Fragliasso non colpiscono solo il sindaco, ma l’intera comunità di Torre Annunziata. Sono parole che considero gravi e profondamente ingiuste, perché restituiscono un’immagine che non corrisponde alla realtà di una città che, invece, ogni giorno prova a rialzarsi, a ricostruire, a riconquistare dignità e fiducia nelle Istituzioni. Se esistono ombre, opacità o continuità con il passato, queste non possono essere attribuite indistintamente a un’intera Amministrazione o a una città, ma devono essere ricondotte a responsabilità individuali, che vanno accertate nelle sedi competenti”.
Il Comune era a rischio scioglimento
Le dimissioni del primo cittadino arrivano a pochi giorni dalla decisione della commissione di accesso che sarà comunque sottoposta al vaglio del Prefetto prima di arrivare sul tavolo del Viminale. Se si riterrà che ci siano le condizioni, il consiglio sarà comunque sciolto e non si potrà riandare al voto prima di diciotto mesi.
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