Non emergono novità
Inchiesta sugli arbitri: nessun nuovo indagato, le indagini si chiuderanno entro fine luglio
Incontro tra il procuratore Viola e il Pm Ascione. Deboli sinora le contestazioni a Rocchi e all'Inter
L’inchiesta sugli arbitri va verso lo snodo decisivo. Non ci saranno nuovi indagati nè audizioni di dirigenti di club di calcio, anche perché non ci sarebbero intercettazioni dirette con l’ex designatore Rocchi. Questa fase delle indagini sulla presunta frode sportiva, che vede indagate 5 persone del mondo arbitrale, è prossima alla conclusione, perché non si avverte la necessità di raccogliere altro materiale o di ascoltare altre testimonianze.
Il summit in Procura
Il punto, durato circa un’ora, è stato fatto ieri in Procura tra il procuratore capo Marcello Viola, il Pm Ascione titolare dell’inchiesta e la guardia di finanza che ha condotto le indagini. Le audizioni dell’addetto agli arbitri dell’Inter, Giorgio Schenone, e del direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, non avrebbero portato a sviluppi particolari.
Il rischio di una bolla di sapone
Da quello che emerge sinora, non conoscendo gli altri elementi in possesso dei magistrati milanesi, c’è il rischio che l’inchiesta si sgonfi. Non ci sono prove o indizi di condizionamenti da parte delle società calcistiche (Inter in testa) nei confronti di Gianluca Rocchi e tutto sembra ricondursi più a lotte intestine all’interno della componente arbitrale. Il rischio di una bolla di sapone, dopo che si era addirittura paventata una nuova calciopoli, è piuttosto concreto.
Dov’è la frode sportiva?
Da quello che emerge, a meno che non escano notizie oggi non conosciute, diventa assai difficile contestare la frode sportiva a Rocchi e agli altri quattro indagati. Un reato che presuppone la volontà di alterare i risultati calcistici e di violare il principio di lealtà. Se è vero che l’ex designatore avrebbe recepito la volontà dell’Inter di avere arbitri “graditi” (Colombo) e di non avere quelli “sgraditi” (Doveri) i risultati sul campo smentiscono nettamente questa impostazione.
La chiusura delle indagini
La Procura ha ottenuto la proroga delle indagini fino a novembre ma dovrebbe finire entro un paio di mesi, se non prima. Solo a quel punto sapremo cosa c’è di vero nelle carte. Che poi saranno trasmesse alla giustizia sportiva per gli adempimenti che la riguardano. Ma non si prevedono(ad oggi) scossoni.
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