Allerta e sorveglianza
Hantavirus, la nave Hondius a Tenerife: a bordo il focolaio. L’Oms lavora sullo sbarco. Ecco chi è il paziente zero e cosa gli è stato fatale
È entrata all’alba nel porto di Granadilla, a Tenerife, la nave da crociera Mv Hondius a bordo della quale è stato registrato un focolaio di Hantavirus. L’emittente spagnola Rtve ha trasmesso le immagini in diretta. A bordo ci sono passeggeri e membri dell’equipaggio di 23 diversi Paesi che nelle prossime ore verranno sbarcati e trasferiti.
Allerta Hantavirus, la nave Hondius a Tenerife: le operazioni di sbarco in diretta
E il mondo segue con il fiato sospeso l’evolversi di quello che è stato definito un pericoloso focolaio di Hantavirus (variante Andes). L’imbarcazione, diventata una sorta di “bolla sanitaria” galleggiante, ospita passeggeri e membri dell’equipaggio provenienti da 23 nazioni diverse, tutti considerati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come contatti ad “alto rischio”, e pertanto ha sostenuto che dovrebbero essere monitorati attivamente per 42 giorni.
«Classifichiamo tutti a bordo come quelli che definiamo contatti ad alto rischio», ha dichiarato Maria Van Kerkhove, direttrice dell’Oms per la prevenzione delle epidemie e delle pandemie, durante un evento sui social media. Aggiungendo che è raccomandato «un monitoraggio attivo e un follow-up di tutti i passeggeri e i membri dell’equipaggio che sbarcano per un periodo di 42 giorni», sottolineando comunque che il rischio per le persone in generale, e per gli abitanti delle Isole Canarie, rimane «basso».
Il “Paziente Zero”: una passione fatale per l’ornitologia
Nel frattempo, le indagini epidemiologiche dell’Oms hanno permesso di dare un nome e un volto a chi, involontariamente, ha portato il virus a bordo. Secondo quanto fin qui ricostruito, allora, il “paziente zero” è Leo Schilperoord, un ornitologo olandese di 70 anni, deceduto a bordo l’11 aprile scorso. Insieme alla moglie Mirjam, 69 anni (anch’ella deceduta successivamente in Sudafrica), Schilperoord aveva trascorso quattro mesi in Sudamerica praticando birdwatching. Secondo le ricostruzioni, il contagio sarebbe avvenuto nella discarica a cielo aperto di Ushuaia, in Argentina. Si tratta di un luogo paradossalmente frequentato dagli appassionati di uccelli per la presenza di specie necrofaghe, ma infestato dal cosiddetto “ratto dalla coda lunga”, il principale serbatoio naturale del ceppo Andes dell’Hantavirus.
Un decorso fulminio e l’esito tragico: dopo di lui è morta anche la moglie
Tutto si concentrerebbe il 1° aprile, quando la coppia si imbarca sulla MV Hondius a Ushuaia. Cinque giorni dopo (siamo al 6 aprile) Leo Schilperoord manifesta i primi sintomi (febbre, dissenteria) e appena altri cinque giorni dopo, l’11 aprile, muore a bordo per gravi complicazioni respiratorie. Poi, il 25 aprile, la moglie Mirjam – che presenta sintomi di malessere – dopo essere sbarcata a Sant’Elena, tenta di rientrare in Europa via Sudafrica, ma accusa un collasso all’aeroporto di Johannesburg prima di imbarcarsi sul volo per Amsterdam. Non riuscirà purtroppo a tornare a casa: la donna olandese muore in Sudafrica.
Hantavirus, il dispositivo di sicurezza internazionale
Nonostante l’allarme, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, giunto personalmente a Tenerife, ha gettato acqua sul fuoco delle preoccupazioni globali: «L’Hantavirus non è il Covid. Il rischio per la popolazione generale è basso». Tuttavia, la prudenza è massima.
Francia e Spagna al lavoro sui rimpatri dei passeggeri
La Francia ha già attivato un “ponte aereo sanitario” per rimpatriare cinque connazionali, per i quali è prevista una quarantena ospedaliera iniziale seguita da un isolamento domiciliare di 45 giorni. Anche il governo spagnolo, per voce del ministro della Sanità Mónica García, ha confermato che i rimpatri (tra cui un volo diretto in Australia) si concluderanno nelle prossime ore.
L’allerta in Italia: quattro passeggeri sotto sorveglianza
L’Italia non è rimasta certo a guardare. Il Ministero della Salute ha rintracciato quattro passeggeri (residenti in Calabria, Campania, Toscana e Veneto) che avevano viaggiato sul volo KLM da Johannesburg, lo stesso su cui avrebbe dovuto imbarcarsi la donna olandese prima di morire.
Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione del Ministero, ha rassicurato l’opinione pubblica: i quattro italiani erano seduti in file lontane dal soggetto infetto e, al momento, sono tutti asintomatici.
In Calabria, Federico, un marittimo di 25 anni, ha dichiarato al Tg1 di essere in isolamento fiduciario e di sentirsi bene. «Dovrò misurare la temperatura mattina e sera, ma i medici mi hanno detto che il mio rischio di contagio è basso». In Veneto, un cittadino sudafricano è monitorato a Padova. Il presidente regionale Alberto Stefani ha confermato che il soggetto è collaborativo e asintomatico. E ancora. In Toscana e Campania, una donna a Firenze e un uomo in provincia di Napoli sono in regime di sorveglianza precauzionale come da indicazioni delle rispettive Asl.
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