Paura a bordo
Hantavirus, incubo sulla crociera: morti e contagi. È lo stesso patogeno che uccise la moglie di Gene Hackman. Cause e sintomi
Il virus cavalca l’onda e infetta i crocieristi in viaggio: e col passare dei giorni, una vacanza navigando nell’Atlantico si è trasformata in un caso sanitario internazionale. Le notizie che arrivano dalla nave aggiornamento costantemente sulla situazione e sull’allarme dei passeggeri sull’Hantavirus, in una sorta di diario di bordo che via via si trasforma in bollettino medico stile quelli che abbiamo amaramente imparato a conoscere durante la pandemia di Covid.
Epidemia di Hantavirus sulla nave da crociera: la Spagna accoglie, l’Oms monitora
Con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che, per voce di Maria Van Kerkhove, conferma che le autorità spagnole accoglieranno l’imbarcazione per condurre un’indagine completa e valutare i rischi per i passeggeri – la Spagna ha dato il via libera all’attracco alle Isole Canarie per la nave colpita dal focolaio di Hantavirus, attualmente ferma al largo di Capo Verde –. E con il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha aggiornato il bilancio: dal 1° aprile al 4 maggio si sono registrati 7 casi (due confermati e cinque sospetti). Con 3 decessi.
Nessun allarme, ma serve rafforzare la sorveglianza
Ma, come spiega nel dettaglio L’Adnkronos Salute, nonostante la gravità dei singoli casi, l’Oms valuta come «basso» il rischio per la popolazione globale. La strategia attuale prevede intanto l’isolamento dei contagiati, cure mirate ed evacuazioni mediche, in un coordinamento che vede coinvolti i Paesi interessati e l’armatore della nave.
Cos’è l’Hantavirus, e quali i sintomi? L’ombra del “Sin Nombre” e il caso di Gene Hackman
Il patogeno balzato alle cronache è lo stesso che, secondo recenti ricostruzioni medico-legali, avrebbe causato nel 2025 la morte di Betsy Arakawa, moglie dell’attore Gene Hackman, nella loro casa in New Mexico.
Dal paziente zero a Gene Hackman e moglie
L’Hantavirus, peraltro, soprattutto negli Stati Uniti, non era una novità assoluta neanche allora: fu identificato nel 1993 dopo una misteriosa ondata di morti tra giovani sani nella regione dei Four Corners (Usa). Inizialmente battezzato Sin nombre (Senza nome) per evitare di stigmatizzare le aree colpite, il virus è noto per causare una sindrome polmonare acuta con tassi di mortalità che possono raggiungere il 40%. Si trasmette all’uomo attraverso il contatto con roditori infetti (feci, urina o saliva) e, per quanto riconosciuto ancora come “raro”, non dispone comunque ancora di vaccini o cure specifiche.
La prima vittima dell’Hantavirus nel 1993: un 19enne americano sano e sportivo…
Eppure oggi la sua minaccia torna a far parlare dell’Hantavirus. Colpendo a sprazzi da quel 1993, quando le vittime erano generalmente giovani e sane, prima di soccombere a una malattia febbrile acuta che iniziava con semplici sintomi simil-influenzali. E spesso culminava con la morte per edema polmonare e collasso cardiovascolare. Il primo fu un giovane nativo americano (19 anni) la mattina del 14 maggio 1993. Stava viaggiando in auto – nell’area in cui si incontrano New Mexico, Arizona, Colorado e Utah – quando fu colto dalla sindrome.
Poi la scoperta e la classificazione ufficiale del patogeno come agente causale dell’epidemia
Il ragazzo era un maratoneta agonista di fama locale e, pur essendo andato in ambulatorio qualche giorno prima per febbre e mialgia, si sentiva abbastanza bene quella mattina da intraprendere il viaggio. Tuttavia, all’arrivo dell’ambulanza, era già collassato a causa di un’insufficienza respiratoria. Morì poco dopo. Dopo quel primo decesso sospetto, si verificarono altri casi. E altri ancora magari avvenuti poco prima, furono connessi al primo noto. A quel punto, gli esperti cominciarono a mettere in fila gli episodi e nel giro di non troppo tempo un team di operatori sanitari federali, statali e locali – tra cui medici, epidemiologi e scienziati di laboratorio – identificò una specie di Hantavirus appena scoperta come agente causale dell’epidemia.
Epidemia da Hantavirus: il parere degli esperti italiani
Oggi, la comunità scientifica italiana invita alla cautela ma non all’allarmismo: Enrico Di Rosa, presidente della Società italiana d’igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, in una nota sottolinea che la trasmissione da uomo a uomo è estremamente rara. L’episodio rimarca però la necessità di sistemi di sorveglianza vigili in un mondo globalizzato.
Ultima notizia
L’arrivo
Tappeto rosso per Trump in Cina: Xi apre le porte di Pechino al vertice che può chiudere la guerra commerciale (Video)
Esteri - di Alice Carrazza