Il delitto di Chiara Poggi
Garlasco, la difesa di Sempio contesta le accuse della Procura: “L’impronta 33 non è sua, le intercettazioni trascritte male”
A breve il deposito delle controdeduzioni dei legali. Contestato l'impianto accusatorio della Procura
La difesa di Andrea Sempio, l’uomo accusato dalla Procura di Pavia di essere l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi, contesta le ricostruzioni dell’accusa, smentisce che l’impronta 33 sul luogo del delitto sia del suo assistito e smonta, a modo suo, anche le famose intercettazioni e i soliloqui.
L’impronta 33
Per i legali di Sempio, la prova regina, la famosa impronta 33, non sarebbe “nemmeno sua. Presto saprete”, ha detto l’avvocato Liborio Cataliotti. Se così fosse rimarrebbe esclusivamente il suo Dna sotto le unghia di Chiara. E mancherebbe un elemento probante rilevante a favore dell’accusa.
Le intercettazioni
Altro punto cruciale, secondo di difensori di Andrea Sempio, sarebbero le intercettazioni diffuse in anteprima dal Tg1 e che riguardano i soliloqui in macchina dell’indagato. Per i legali si tratta di brogliacci che contengono diverse inesattezze. E sono pronti a dare battaglia. Ad esempio, il giovane, che secondo i carabinieri avrebbe definito “stronza”, Chiara Poggi, nei soliloqui parlerebbe invece di “stronzata”, in relazione proprio all’inchiesta che lo riguarda.
Entro il 26 saranno depositate le controdeduzioni
Entro il prossimo 26 maggio la difesa dovrebbe presentare, secondo quanto dice il codice di procedura penale, le proprie controdeduzioni. Che comprendono la perizia personologica di parte effettuata sul giovane e una serie di rilievi scientifici che, a dire dei legali, smonterebbero l’impianto accusatorio dei magistrati inquirenti di Pavia. È assai probabile, se non certo, che successivamente la Procura chiederà il rinvio a giudizio di Sempio per omicidio volontario aggravato da futili motivi, reato per il quale è previsto l’ergastolo. Contemporaneamente, i legali di Alberto Stasi, condannato con sentenza definitiva dopo due assoluzioni e l’annullamento della Corte di Cassazione, presentino l’istanza di revisione del processo alla Corte d’appello, peraltro caldeggiata dalla stessa Procura pavese.
Considerando i tempi, la decisione del Giudice per le indagini preliminari potrebbe anche slittare a dopo l’estate. La famiglia Poggi, com’è noto, non crede alla colpevolezza di Sempio.
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