Appunti sul delitto
Garlasco, giallo nel giallo, spunta un misterioso foglietto gettato da Sempio nei rifiuti: “Da cucina a sala” a “assassino”, le parole chiave scritte
Da quando è scattata la Discovery dettagli inediti e rivelazioni sconcertanti continuano a emergere e a sommarsi di ora in ora, aumentando – se possibile – il potenziale di choc del cold case di Garlasco tornato sotto i riflettori a 19 anni dall’omicidio grazie all’inchiesta bis della Procura di Pavia. Oggi allora, tra le tante, tantissime nuove informazioni investigative, il caso si arricchisce di un ulteriore capitolo inquietante che ruota attorno a un foglio a quadretti. E alla fretta di disfarsene.
Sì, perché secondo quanto emerso dalle indagini, Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avrebbe tentato di occultare un manoscritto subito dopo aver ricevuto una convocazione in caserma nel febbraio dello scorso anno. Ma procediamo con ordine.
Garlasco, il mistero dei foglietto recuperato dai rifiuti gettati da Sempio
Secondo quanto ricostruisce, tra gli altri, il Corriere della sera, i carabinieri – che già allora monitoravano gli spostamenti del nuovo indagato – avrebbero notato un comportamento sospetto: invece di usare i bidoni sotto casa per smaltire i rifiuti, Sempio si sarebbe spinto fino all’isola ecologica vicina al suo posto di lavoro per gettare un sacco della spazzatura.
Una mossa che ha insospettito e spinto gli inquirenti al recupero immediato della busta. E all’interno hanno trovato un foglio scritto su entrambi i lati. Riporta il Corriere: «Su un lato erano riportati degli appunti relativi alle modalità di approccio da utilizzare con le donne. Dall’altro lato (…) degli appunti che si ricollegano a quanto avvenuto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi».
“Inizio scoperta”, «da cucina a sala» e “assassino”: le parole chiave sul foglietto buttato da Sempio
Dunque, il contenuto di quel foglietto finisce sotto la lente degli inquirenti, al centro delle analisi dei pm pavesi, concentrati in particolare su una serie di termini che sembrano ricostruire la scena del delitto o la sua scoperta. Tra le scritte in stampatello si leggono: «Inizio scoperta», «da cucina a sala», «cane», «campanello» e, in calce, la parola «assassino». Per l’accusa, allora, questo foglio non sarebbe un semplice promemoria sulle vecchie indagini. Bensì un ulteriore indizio della consapevolezza dell’indagato, che avrebbe cercato di eliminare prove compromettenti temendo un imminente perquisizione.
Caso Garlasco, il movente e il video intimo
Ma, come noto, oltre al biglietto attenzionato e per gli inquirenti più che sospetto, l’inchiesta punta i riflettori su alcune intercettazioni ambientali in cui Sempio sembra far riferimento a un video intimo tra Chiara e Alberto Stasi. I magistrati ipotizzano un movente brutale: un approccio sessuale rifiutato, degenerato in un’aggressione «cieca e furiosa» volta ad annientare la vittima. Intanto, mentre la difesa ribadisce l’innocenza di Sempio, e studiando le carte e replicando a accuse e intercettazioni parla di ragionamenti a voce alta su fatti di cronaca già noti, la Procura mette in fila tutti gli indizi e i riscontri dell’indagine.
Indizi e riscontri al setaccio
Tra i tanti, soprattutto: il Dna (l’aplotipo Y riconducibile a codici maschili della famiglia Sempio), le impronte e la ricostruzione della Bpa dei Ris di Cagliari, la relazione anatomopatologica della professoressa Cristina Cattaneo, e quel biglietto ripescato dai rifiuti che, dopo 17 anni, potrebbe riscrivere la verità sulla morte di Chiara Poggi, le scoperte e le acquisizioni continuano ad alimentare sospetti e dubbi sulla sentenza che ha condannato Alberto Stasi…
Ultima notizia
Fantapolitica
Tajani mette in riga Conte: “Forza Italia alternativa alla sinistra. Sono i 5Stelle a non avere le idee chiare…”
Politica - di Eugenio Battisti