Un nuovo inizio?
Famiglia nel bosco, qualcosa si muove (e fa rumore). Pillon: fin qui pregiudizi e errori severi. Ecco cosa rileva la contro-perizia
Qualcosa si muove, al netto dei tempi di legge e burocrazia. E magari si indirizza nella direzione di un possibile ricongiungimento familiare tra genitori e figli? Presto per rispondere al quesito; ma di sicuro l’asserzione inziale è innegabile. La tormentata vicenda di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia anglo-australiana ribattezzata la “famiglia nel bosco” a cui sono stati tolti i tre figli, strappati a genitori e casa di famiglia per essere collocati in una “casa-famiglia” di Vasto: che, al di là della similitudine delle denominazioni, segna un passaggio (uno strappo?) non da poco…
Famiglia nel bosco, qualcosa si muove
E allora, ci si chiede? Si entra finalmente in una fase nuova? Di certo l’incarico assegnato al nuovo avvocato di Nathan e Catherine, Simone Pillon, sembra essere entrato nel vivo della vicenda. Il legale, intanto, ha depositato una controperizia di oltre trecento pagine firmata dai professori Tonino Cantelmi e Martina Aiello. Un documento scientifico che smonterebbe pezzo per pezzo la perizia del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Una analisi costruita per destrutturare l’impianto della valutazione psicologica che aveva pesato sul giudizio di inadeguatezza genitoriale attribuito alla coppia. A partire da un presupposto che potrebbe rilevarsi dirimente: dove finiscono le scelte educative, e dove comincia il pregiudizio istituzionale?
Arriva Pillon: nero su bianco cosa non ha funzionato finora
Non a caso, infatti, a proposito di quella che si rivela essere una vera e propria corposa contro-documentazione di oltre 300 pagine, lo stesso Pillon sottolinea come, «con solide argomentazioni scientifiche e un corredo logico-argomentativo, supportato da un copioso apparato di note e riferimenti alla più attuale letteratura in materia», il lavoro prodotto «mette in luce gli inemendabili e severi errori della perizia». Non solo.
Famiglia nel bosco, Pillon: «Depositata contro-perizia: riscontrati inemendabili e severi errori»
Così, in una nota, l’avvocato Simone Pillon, legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. «In particolare, oltre agli svarioni tecnici e di metodo, a volte anche grossolani, individuati nella consulenza – rileva pungendo il legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham – emerge il tentativo di adoperare le legittime scelte educative per fondare un pregiudizio di inadeguatezza. Ciò finisce per mettere gravemente a rischio il benessere e lo sviluppo dei minori e per punire i genitori la cui unica colpa è quella di non volersi uniformare ai modelli sociali preferiti dalla consulente tecnica».
Concludendo (per il momento): «Sono molto grato ai consulenti per la preziosa attività svolta e per le puntuali osservazioni redatte. Mi auguro che possano essere occasione di riflessione per il Tribunale e per gli altri soggetti coinvolti nella vicenda, affinché si giunga ad una soluzione equilibrata e condivisa».
E a proposito di equilibrio e condivisione, «ho incontrato i responsabili della casa famiglia, ed è stato un confronto molto sereno. Ho esposto la linea che intendo seguire e da parte loro mi è stata garantita la volontà di collaborare. L’intento di tutti è che questa situazione si risolva il prima possibile», ha rilanciato con l’Adnkronos l’avvocato Pillon, dopo la sua visita alla struttura protetta di Vasto dove si trovano i tre figli di Nathan e Catherine.
La ricerca di equilibrio e condivisione tra le parti con casa famiglia e assistenti sociali
Quindi ha anche aggiunto: «Ho intravisto da lontano i bambini che parlavano con il papà, non mi sono avvicinato per non disturbarli», ha spiegato. Chiosando sul punto: «La strada è complessa e numerose sono le criticità. Ma procediamo passo passo: l’intento di tutti è quello di cercare di risolvere la situazione, e mi auguro sia vero. Domani (oggi, mercoledì 20 maggion ndr) incontrerò anche gli operatori del servizio sociale».
Scelte educative sotto inchiesta?
Nel frattempo, a fare rumore, è l’analisi di perizie e consulenze che, a detta di Pillon, svelano anomalie e pregiudizi sintomo di una malcelata ostilità verso i genitori, peraltro almeno in un caso erroneamente manifestata pubblicamente sui social. Verdetti emessi magari senza nemmeno ascoltare i piccoli. E sicuramente ignorando il trauma dello sradicamento forzato. Ossia, come denunciato da Pillon, ci troveremmo davanti al «tentativo di adoperare le legittime scelte educative per fondare un pregiudizio di inadeguatezza», punendo due genitori la cui colpa «è quella di non volersi uniformare ai modelli sociali preferiti dalla consulenza tecnica».
Famiglia nel bosco: nuova difesa, una nuova casa, nuovo inizio… Si spera
Ora, però, qualcosa si muove: con il sostegno di Pro Vita & Famiglia, che ha consegnato alla coppia 81.250 firme per chiederne il ricongiungimento, i coniugi si stanno trasferendo in una casa temporanea a Palmoli messa a disposizione dal Comune, pronti a ristrutturare il vecchio casolare nel bosco. Il muro del conformismo istituzionale comincia a vacillare? Quanto meno la speranza è che si possa cominciare a vedere, ma davvero, le reali esigenze di una famiglia.
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