Intervistato da "La Verità"
Famiglia del bosco, parla il padre: “Pronti a cambiare ma siano rispettati i nostri diritti”
«Sono profondamente addolorato e infelice nel vedere i bambini in quella situazione. Sto vivendo questo periodo giorno per giorno. È il momento più difficile della mia vita. Non abbiamo i nostri figli a casa. Da quando ci sono stati portati via, la mia vita è diventata un susseguirsi di ansia, stress, paura e la nostra pace è svanita. Faremo il necessario, io e Catherine, per collaborare con le istituzioni ma chiediamo anche che siano rispettati i nostri diritti di genitori».
Nathan Trevallion, il papà dell’ormai nota “famiglia del bosco” non vive più con i suoi bambini da novembre, quando glieli hanno portati via. E al quotidiano La Verità racconta tutta la sua amarezza, il suo dolore e la voglia di tornare a riabbracciare i suoi figli, smontando tutte le ricostruzioni che lo vorrebbero in rotta con la moglie: «Le notizie riportate dai giornali, secondo cui litigavamo e vivevamo in case separate, sono completamente false. Non ci siamo mai separati e ci sosteniamo a vicenda in questo momento difficilissimo. Entrambi siamo molto preoccupati per i nostri figli e li pensiamo giorno e notte».
I bambini, la loro forza
E da padre ricorda che l’unica cosa che al momento è in grado di farli andare avanti, sono proprio «I bambini. L’amore che proviamo per loro ci ha dato tutta la forza di cui avevamo bisogno. L’amore per la nostra vita insieme, il modo in cui viviamo, la nostra casa, i nostri animali, i nostri amici, la famiglia, i vicini e l’ambiente che ci circonda ci ha aiutato enormemente. Andarcene sarebbe un ulteriore stress in una situazione già insopportabile. Aver dovuto affrontare la paura più grande che un genitore possa mai provare, ovvero perdere i propri figli, ci ha resi solo più determinati, più forti e più uniti».
Incontri cadenzati. Vogliono tornare a casa
Gli incontri con i tre figli sono cadenzati e stabiliti a molte: «Li vedo sei giorni alla settimana per un’ora e mezza ogni mattina e il mercoledì pranzo con loro – spiega nell’intervista al quotidiano diretto da Maurizio Belpietro – Mia moglie fa due video chiamate a settimana di mezz’ora ciascuna e un incontro a settimana. È un primo passo poterci finalmente riunire tutti insieme come famiglia ogni settimana, ma ai bambini manca la loro casa, la loro mamma e il loro papà, i loro animali. Sentono anche la mancanza dei nostri amici. A volte sono tristi, arrabbiati, ansiosi e continuano a chiedere quando potranno tornare a casa».
Nuova casa a Palmoli
Casa che non sarà più quella nel bosco ma a Palmoli: «Abbiamo deciso di andare a stare nella nuova casa, così quando i bambini usciranno saremo pronti ad accoglierli. Dovremo alzarci presto per governare gli animali, che purtroppo non possono venire con noi, ma ne vale la pena, pur di riavere i nostri figli a casa il prima possibile. Con Catherine abbiamo anche deciso di seguire un percorso di sostegno alla genitorialità, così da poter aiutare ancor meglio i bambini già da ora» conclude Nathan.
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